Textus Originalis
TENORE DEL TRATTATO. È fermata amistà, concordia e buon volere (1) tra il N. P. il sultano 'al Mālik 'al Manṣūr (il re vittorioso), il Signore illustrissimo, sapiente, giusto, spada del mondo e della religione, sultano dell'islām e de' Musulmani, sultano d'Egitto, Siria e Aleppo, sultano dei re e re di tutto Levante, sultano della Nubia e del paese del re Dāwūd, sultano di Gerusalemme e dell'eccelso e venerabile tempio della Mecca, che Iddio sempre la esalti, del Yaman e dell'Ḥiǧāz, sultano di tutti gli Arabi e di tutti i Musulmani, signore dei re e dei sultani, 'Abū 'al Fatḥ, Qalāūn 'aṣ ṣāliḥī, e il suo figliuolo e successore, il Signore 'al Mālik 'al 'Ašraf, illustrissimo, sapiente, giusto, salute del mondo e della religione, Ḫalīl, e i re figliuoli suoi, [da una parte], E la maestà del re illustre, onorando, magnifico, prode, il lione terribile, celebrato, riverito, Don Alfonso re d'Aragona, e il suo fratello, il re illustre, onorando, magnifico, il lione terribile, il re Don Giacomo, principe della Sicilia, e i loro due fratelli Don Federigo e Don Pietro (2) dall'altra parte. (1) La versione di queste parole si può dire ufiziale, perchè nel testo catalano delle citate istruzioni del 1292 si legge amor e concordia e bona voluntat. Il valore preciso del testo è: amore, reciproca cordialità e reciproca veracità d'amicizia. (2) Nel testo Dūn F.ld.rīk e Dūn .īdrū, mancandovi alcuni punti diacritici.