Textus Originalis
ṣirah, co' suoi paesi e distretti (1); Minorca e Ivica, con le sue terre, e le Ischie (?) con lor dipendenze (2), e quanti altri per avventura conquistasse il re d'Aragona dei paesi tenuti dai suoi nemici i Franchi, finitimi a quei suoi dominii. Abbian piena sicurtà dalla parte del N. P. il sultano 'Al Mālik 'al Manṣūr e de' suoi figliuoli, eserciti, milizie, galee e armate (3); [la quale sicurtà si estenda ai] cavalieri, uomini d'arme, sudditi e abitanti del paese, (1) Senza dubbio Pantellaria, che gli Arabi chiamavano con l'antico nome di Cossira. Si è ingannato M. De Sacy traducendo Corsica, la quale isola non era occupata da' Catalani, né dai Siciliani. (2) Nel testo leggiamo Mayurqah, Mūnisah, ed 'Arb.suwīāt, al plurale femminino, che si debbon leggere: Minorca, Ivica e Ischia, o, per seguire la forma del plurale, le isole d'Ischia. Le due prime correzioni non han bisogno di dimostrazione, poiché Maiorca è stata testé noverata, e tra Mūnisah e Yābisah è facilissimo uno sbaglio di copia. Per la terza confesserò che può farsi solamente perchè i dominii dell'Aragona e della Sicilia in quel tempo ci sono notissimi e li troviam tutti nominati in questo trattato, ad eccezione dell'isola di Ischia, con le contigue Procida e Capri, e dell'isola delle Gerbe nel golfo di Cabes, della quale non è niente probabile che si fosse parlato, mentre Qalāun si dicea signore dell'Oriente e dell'Occidente, e in termini meno metaforici, facea correre i suoi dominii infino a Tunis. Senza ciò sarebbe impossibile riconoscere il nome d'Ischia nella forma, in cui lo storpiò il copista, al par di quelli di Ivica, di Berlinghieri, Alamany, ecc. Ma aggiugnendo e togliendo punti diacritici e racconciando lettere, si può arrivare a trasformare Arbasūiah in 'Išǧīwīah, come egli è possibile che i Catalani pronunziassero Ischia, o piuttosto Isclae. La t finale indicherebbe qui il plurale femminile. Si ricordi che il Sanuto, nelle Gesta Dei per Francos, chiama quest'isola Esca. (3) cAmāyr, come nella nota 3 della pagina precedente.