Textus Originalis
Capitolo XXVI. — Dal Kitāb 'aḥādīṯ 'al 'imāmah, attribuito ad 'Ibn Qutaybah. Questo nome leggeasi nel codice unico, posseduto dal professore Gayangos; il quale ne pubblicò varii squarci tradotti in inglese, in appendice al Makkari, Mohamm. Dynasties in Spain, e dubitava che altro fosse e più antico il vero autore. Dal benemerito orientalista di Madrid ebbi io il frammento di testo che inserii nella Bibl. e trovando citata l'opera, con lo stesso nome d'autore, da 'Ibn Sabbāṭ (v. qui appresso, Cap. XXXIV), mi parve confermato il nome: onde lo scrissi a dirittura nella prefazione alla St. de' Mus., pagina xxxix e xl e nella Bibl., pag. 163, nota 1. Le profonde ricerche che fece poi il Dozy su le fonti della storia di Spagna nel periodo musulmano, hanno dileguata, col nome di quel compilatore spagnuolo del IX secolo, l'autorità principale dello scritto. In ogni modo il compilatore sembra spagnuolo; il paragrafo che noi diamo è tolto da antiche narrazioni delle prime imprese dei Musulmani in Affrica e nelle isole italiane, e trova riscontro nel libro d' 'Ibn cAbd 'al Ḥākim, or or citato. Si vegga la critica del Dozy, nelle sue Recherches sur l'hist. et la litt. de l'Espagne pendant le Moyen-âge, 2ª ediz., I, 23 segg. Ho diviso il Capitolo in paragrafi: 1. Spedizione e naufragio di cAṭā 'ibn Rāfic; 2. Incursione in Siracusa. Bibl., testo, pag. 163, 164. Capitolo XXVII. — Cronica di Cambridge. Così chiameremo tuttavia il Tārīḫ ǧazīrat Ṣiqilliah, pubblicato per la prima volta, sì come ho detto, dal Caruso. Nella cui prefazione si legge che di questo codice avean fatta menzione Guglielmo Cave e l'abate Martino La Farina; che l'autore ne domandò una copia all'erudito Tommaso Hobart, fermatosi in Palermo, dopo un viaggio per la Sicilia; che l'Hobart ne scrisse ad un suo collega (sodalis) in Inghilterra e che questi mandò in Palermo la copia e la versione latina della Cronica, quando il Caruso avea già dato a stampare il libro delle sue Memorie, in cui si trattava de' Saraceni di Sicilia. Questo fu pubblicato in Palermo il 1716, come veggiamo dalla edizione. Dal suo canto il Caruso niente altro scrisse della data, né de' due gentiluomini dai quali egli aveva ottenuto sì gran favore. Volendo riparare, per quanto io possa, a tale silenzio, ed avendo cercato invano nelle biografie inglesi quella di Tommaso Hobart, mi sono indirizzato a Guglielmo Wright, professore d'Arabico nella