Textus Originalis

stessa università di Cambridge, il quale è cortese com'egli è dotto, e da molti anni mi ha date prove di benevolenza. Le indagini ch'egli ha fatte nei ricordi universitarii, coadiuvato dal Rev. I. E. B. Mayor, professore, e dal sig. Bradshaw, bibliotecario, additano, verso la fine del XVII e il principio del XVIII secolo due Tommaso Hobart: il primo entrato in Trinity College il 1681 e promosso il 1691 a baccelliere e il 1694 a dottore Artium; il secondo nel Christ's College, dottore di medicina nel 1700. Non abbiamo altri indizii; ma da quelli che ho dati par si debba riconoscere in quest'ultimo il viaggiatore nominato dal Caruso. Circa l'orientalista che fece la copia e la versione latina, certo egli è che dovea saper l'arabico per bene: e non ne vivea di molti in quel tempo. Sembra dunque che la gratitudine nostra debba volgersi a Simone Ockley, autor della History of the Saracens, il quale tenne la cattedra d'arabo nella Università di Cambridge dal 1711 al 1720, come ritraggo dai ragguagli del prof. Wright lodato dianzi. Dell'autor della Cronica non si sa il nome, né la patria; il tempo si argomenta dalle solite proporzioni delle croniche, poiché, incominciando molto sottile con l'anno 812, via via si allarga fino al 964; nel quale registra un fatto con linguaggio da testimonio oculare o quasi. Con pari certezza si può affermare ch'egli fu cristiano e probabilmente siciliano; e si può aggiugnere con lieve dubbio, ch'ei visse in Palermo, segretario o computista in un dīwān de' principi Kalbiti dell'isola, verso la metà del decimo secolo. La quasi prova è ch'egli usa la data costantinopolitana; che scrive l'arabo con certo stento e con qualche forma volgare; che dicendo delle guerre tra Musulmani e Cristiani non si riscalda per gli uni né per gli altri; e che fa eccezione soltanto per applaudire al nero tradimento dell'emiro Ḥasan, il quale, convitati nel suo castello certi nobili caporioni palermitani, li fece scannare lì lì, per governare più tranquillamente il paese. Non occorre dimostrare l'importanza di questa cronica locale, parte contemporanea e parte cavata, com'è parmi, da ricordi di cancelleria, per la minuta cura con che vi si notano le date della espugnazione di ciascuna città o castello. Ho lasciata la divisione per anni costantinopolitani. Bibl., testo, pag. 165, 176. Capitolo XXVIII. — Dal Muḫtaṣir kitāb riāḍ 'an nufūs, di 'Al Mālikī. Testo inedito. Questo codice parigino è unico anch'esso e prezioso: un'ampia rac-