Textus Originalis

Capitolo XXIX. — Dalla Continuazione degli Annali, di Eutichio, patriarca d'Alessandria, per Yaḥyà 'ibn Sacīd. La continuazione corre dal 938 al 1026, nel qual tempo visse l'autore. Contiene importanti ragguagli su i Fatimiti d'Egitto; qualche notizia su i Bizantini; e que' pochi righi ch'io do si riferiscono ad una scorreria in Calabria e ad una rivoluzione in Sicilia. Il testo, cavato da un codice di Parigi, è inedito. Bibl., testo, pag. 196. Capitolo XXX. — Dal Tārīḫ 'al Quḍācī, ovvero cUyūn 'al macārif, ecc. L'autore appartenente, come rafferma il nome, alla tribù arabica di Quḍācah, fu cadì del Cairo; scrisse varie opere, soprattutto istoriche, e morì il 1062. In questo suo Tārīḫ volle fare una storia generale; ma discorre piuttosto le vicende de' Fatimiti, pei quali parteggia caldamente, da uomo, però, benissimo informato. Vedi 'Ibn Ḫallikān, ediz. del Wüstenfeld, N. 595; Suyūṭī Ḥusn 'al muḥāḍirah, I, 183; Ḥaǧǧī Ḫalīfah, II, 142, N. 2280 e IV, 293, N. 8486. Il frammento inedito che ne do, tolto da un codice parigino, contiene delle notizie su l'origine del siciliano Ǧawhar, capitano dei Fatimiti, conquistatore dell'odierno Stato di Marocco e dell'Egitto e fondatore del Cairo. Bibl., testo, pag. 197. Capitolo XXXI. — Dal Tārīḫ 'al mann, ecc., per 'Ibn Ṣāḥib 'aṣ ṣalāh. Questi nacque in Beja di Spagna; morì il 1182; scrisse una storia della penisola iberica, il cui titolo, accennato di sopra, suona « Cronica della concessione del pontificato a coloro che non eran tenuti degni che Iddio li innalzasse a tal grado, ecc. ». La stranezza del qual titolo si capirà subito, chi ricordi che, secondo il diritto pubblico musulmano, l' 'imām, ossia principe pontefice, doveva esser arabo, della tribù di Coreisc. E per vero, que' tanti che aveano usurpate le province del califato, a levante ed a ponente, fino alla metà del XII secolo, non s'erano intitolati altrimenti che sultani, emir o simili. Lo stesso capo degli Almoravidi, che diremmo noi « Guerrieri della religione », nuovi conquistatori dell'Affrica occidentale e della Spagna, si disse « Emir de' Musulmani ». La schiatta berbera, non contenta a questo primo passo, rinnegava la supremazia degli Arabi; mettea su, se non un novello profeta, un centesimo riformatore ispirato ed