Textus Originalis

una nuova setta, che si chiamò degli Unitarii (Muwwaḥid, Almohadi) ed occupò in un attimo tutto l'Occidente musulmano. Il cronista, spagnuolo, volle incensarla, anche con l'intitolazione del libro. Del quale non rimane che un secondo volume, e l'è stato studiato dal Gayangos (Makkari, I, 471, nota 16) e poi dal Dozy; il quale, per farmi cosa grata, cavò dal codice unico della Bodlejana il brano ch'io do, il cui testo rimane inedito. Assoda una data nella spedizione degli Almohadi contro i paesi che aveano conquistati i Normanni di Sicilia, nell'Affrica propria. Bibl., testo, pag. 197-198. Capitolo XXXII. — Dal Futūḥ 'as Šām wa Miṣr, attribuito ad 'Al Wāqidī. Troppo lunga sarebbe la bibliografia de' romanzi storici che corron sotto il nome di questo erudito libraio di Bagdad (750-824), arrivato alla dignità di cadì d'un quartiere di quella capitale; rinomatissimo tra i padri dell'istoria musulmana; la biografia del quale si legge in 'Ibn Ḫallikān, versione del baron De Slane, III, 63 segg. e in altri autori. Un lungo capitolo d' 'Ibn 'al Ǧūzī (Codice di Parigi, Ancien. Fonds, 640, fog. 58 verso, segg.) contiene, tra le altre cose, la notizia che il Wāqidī fu liberto della tribù arabica di 'Aslam e però di schiatta straniera. De' molti libri di questo diligente annalista abbiamo i Maġāzī, ossia « Combattimenti » del Profeta (Calcutta 1856) che spira la freschezza dei ricordi contemporanei. Al contrario parranno ad ognuno pesanti, volgari, contigiate di falsa rettorica, le narrazioni de' conquisti di Menfi, della Siria, dell'Egitto, ecc., che sotto quel celebre nome son passate in Europa, in varii tempi. Capitato il conquisto di Siria nelle mani dell'Ockley, quand'era sola fonte della storia musulmana qualche abbozzo di scrittori occidentali e qualche scheletro di testo arabo non antico, l'orientalista inglese lo tradusse a dirittura nella sua History of the Saracens, e il Gibbon ci fabbricò sopra. La falsità del nome di autore fu poi dimostrata dall'Hamaker e da altri orientalisti; il che non ha tolto che il sig. Nassau Lee intraprendesse una edizione del testo (vol. I, Calcutta 1854, in-8) e prendesse a difenderlo. Un'altra edizione n'è uscita al Cairo il 1282 (1865-6), 2 vol. in-4. Si vegga anche la dissertazione del professore D. B. Haneberg, intitolata Erörterungen über pseudo-Wakidi's, ecc. Monaco di Baviera 1860, in-4°, e De Goeje, Mémoire sur le Fotouho's-Scham, Leida