Textus Originalis
grafia di Edrisi. Non è superfluo di avvisar il lettore che nella versione seguirò le correzioni o varianti del Fleischer, quante volte non noterò espressamente il contrario. In pochissimi luoghi ho aggiunta la versione di qualche brano di testi stampati che mancano sia nella Bibl., sia nell'Appendice. Nel trascrivere qualche vocabolo arabo e i frequenti nomi di persone e di luoghi farò una innovazione profonda, fastidiosa forse a' lettori, ed a me stesso più che a loro, ma ormai necessaria. Finché gli orientalisti europei dettarono in latino, usaron essi di rendere la pronunzia delle lettere arabiche con la usuale delle latine: noi facean tutti a un modo, né i difetti mancavano qua e là; pur era poco male. Ma dacché i dotti di ciascuna nazione han preso a scriver nella propria lingua, è nata una vera torre di Babele. Cercando d'imitare la pronunzia, ognuno ha rese le lettere arabiche a gusto suo: or si sono adoperate due, tre o quattro lettere romane com'equivalenti di una arabica; all'incontro si è messa la medesima lettera romana (k) per raffigurare or una or un'altra di due lettere arabiche molto frequenti; e quasi compenso si è fatta rispondere ad una medesima lettera arabica or una or l'altra di due delle romane (c, k). Si sono alternate poi le cinque vocali nostre per rendere il suono delle tre arabe, e gli Inglesi, quasi non bastasser le cinque, hanno usata la doppia o e la doppia e per indicar prolungamento di vocale, per esempio in aboo, khaleefeh. Crescea la confusione per cagion delle lettere che si pronunziano diverse in varii paesi di linguaggio arabico, p. e., quella che suona g in Egitto e altrove c, q, ovvero k; l'altra che fa z in Turchia e d in Siria, come in cazi e cadi; ed anche l'Al-