Textus Originalis

geria ha contribuito, dopo il conquisto francese, una nuova r sostituita alla g grave di altre province, come nella voce razzia, che anche si va insinuando in altre lingue europee. A quest'anarchia pose un certo freno, nella prima metà del nostro secolo, l'autorità del Sacy, instauratore degli studii arabici in Europa. Ma surte altrove altre scuole, senza contar quella di Leida, che mai non decadde; cresciuto a dismisura il numero dei cultori delle lettere orientali in Europa; accelerate prodigiosamente le comunicazioni; resi più frequenti i viaggi degli Europei in Asia e in Affrica e co' viaggi le descrizioni in inglese, in francese, in tedesco, in italiano, la confusione è arrivata al sommo. Prendiamo, per esempio, il nome ch'io trascrivo šayḫ «vecchio, dottore, capo, ecc.»: ecco Francesi, Tedeschi, Inglesi, Spagnuoli lo trascrivono cheikh, schajch, shaykh, xeque; ecco il notissimo porto di Giddah sotto le forme di Djidda, Dschiddah, Judda, ecc. A quanti errori non va incontro il lettore, il giornalista, il compilatore, lo scienziato ignaro dell'arabico, quando gli occorrono cotesti vocaboli in una istoria, un telegramma, una carta geografica! Del nostro idioma non parlo, perchè pochini sono stati i nostri orientalisti dacché si cessò di scrivere in latino, e i pochi hanno profittato del libito della trascrizione, quando non hanno seguito a dirittura gli usi oltramontani, come il Rampoldi. Non mi dilungo a dir delle prove che si son fatte per ovviare agli inconvenienti, a' quali ho accennato; del premio che istituì invano il Volney; delle dispute seguite nelle Accademie, nelle Società geografiche e ne' Congressi; degli orientalisti che n'hanno scritto,