Textus Originalis
tra' quali debbo ricordare il nostro compianto Miniscalchi. Il trattato internazionale dell'universa trascrizione non si stipolerà prima della pace perpetua di tutte le genti, poiché la stessa scienza è venuta a porvi ostacolo: dico la linguistica, alla quale ripugna un alfabeto arbitrario. Ma ciò che il diritto della scienza ci vieta, si può ottenere col fatto, con un modus vivendi, come oggi si dice, il quale è or più necessario che mai, affinchè i popoli culti s'intendano almen tra loro su la identità delle persone e de' luoghi di due parti del mondo, alle quali sono rivolti i loro studi, i loro commerci e le loro ambizioni. Lasciando da canto le altre lingue semitiche e quelle che si scrivono in caratteri arabici, come sarebbero il persiano, il turco, ecc., e trattando soltanto della lingua arabica, noi diciamo che un tacito accordo già è nato tra gli orientalisti di Germania, di Francia, d'Inghilterra, di Olanda, e crediamo poter aggiugnere anco d'Italia: accordo non espresso, lo replichiamo, né generale, ma osservato da molti con poco divario di qualche lettera o di qualche segno. È fondato questo modus vivendi sul principio semplicissimo che ogni lettera arabica si renda costantemente con unica lettera dell'alfabeto romano, sia ordinaria, sia notata con punto o altro segno, com'egli è uopo quando l'alfabeto arabo ha maggior numero di lettere che il nostro. Si ritraggono anche con lettere nostre le vocali della scrittura arabica, le quali non consistono in lettere, ma in piccoli segni, e non son cinque, ma tre. La trascrizione poi delle vocali segue le notazioni arabiche non l'uso della pronunzia, che sarebbe diverso nei varii paesi: e per conseguenza le nostre e ed o saranno messe da parte. Infine la sola lettera