Textus Originalis

tanto. Io noterò nell'indice il nome più comune, e talvolta rinvierò al nome intero. Escludo dal primo come dal secondo indice i nomi frequentissimi, come Musulmani, Cristiani, Siciliani, Sicilia, Magrib (Ponente o, come diceasi un tempo, Il Garbo), Affrica, ecc. E metto indistintamente nell'ordine del nostro alfabeto le lettere notate ḥ, ḫ, h, ḍ, d, ecc. Ecco ora la tavola de' Capitoli, con brevi cenni su gli autori e su le opere. De' codici o libri stampati, da' quali ho tolti i testi, si darà conto in nota al principio di ciascun Capitolo. Non occorre avvertire il lettore che i testi furono classificati nella Biblioteca per geografia, storia, opere varie, biografie e bibliografia, e che nell'Appendice (Cap. LXXXVI segg.) si ricominciò lo stesso ordine di classi, continuando bensì il numero progressivo de' Capitoli. La versione corre nello stesso ordine; se non che le aggiunte a primi ottantacinque Capitoli sono trasportate ciascuna al suo luogo. TAVOLA DE' CAPITOLI GEOGRAFIA Capitolo I. — Dal Murūǧ 'ad dahab, di 'Al Mascūdī. L'autore trae il nome da uno de' suoi veri o supposti antenati, 'Ibn Mascūd, il valoroso, ciarliero e bisbetico compagno di Maometto. Nacque l'autore in Bagdad; morì, non vecchio, nella capitale dell'Egitto il 950 dell'era volgare: percorse gran parte dello impero musulmano, dall'India alla Spagna, dalla Transoxiana all'isola di Ceylan. Egli s'arricchì di grande erudizione, ma rimase scarso di critica com'egli era: sì che talvolta ne bevve delle grosse. Nobili però i sentimenti dell'animo suo; né il Mascūdī avea chiusi gli occhi alla imminente dissoluzione dell'impero musulmano, paragonata da lui all'epoca dei Mulūk 'aṭ Ṭawāyf «I Regoli» come gli Àrabi chiamarono i successori di Alessandro, gli Arsacidi, e, dopo la morte di Mascūdī, anco i caporioni che si spartirono il califato di Cordova. Il Murūǧ, dettato l'anno 943 e successivamente accresciuto fino alla morte dell'autore, è compendio di un'opera più vasta: l' 'Aḫbār 'az zamān «Notizie dei secoli» in oggi perduta. Il qual compendio, niente breve, torna ad una cosmografia sì larga da abbracciare anco quella storia politica e letteraria che l'autore credeva universale, e che a noi pur giova, poiché ci dà, intorno alcune parti dell'Asia, delle notizie non conosciute prima, e ci mette dinanzi gli occhi un quadro delle tradizioni storiche, e delle cognizioni scientifiche che correano nel centro dell'impero musulmano verso la metà del X secolo.