Textus Originalis
In que' paesi e in quel tempo la geografia matematica era ben coltivata; la descrittiva s'arricchia di notizie su l'Asia centrale che fu pochissimo nota agli antichi; gli Arabi possedean, tradotte in lor lingua, le opere di Tolomeo e di Marin da Tiro, ed alcuni trattati tra sanscriti e pehlewī, conquistati tra le rovine dell'impero sassanide; avean sotto gli occhi le mappe geografiche de' Greci e studiavansi a correggerle ed ampliarle. Di cotesti elementi si giovò 'Al Mascūdī, e v'aggiunse le proprie osservazioni e i racconti che egli andava raccogliendo, misti com'erano di non poche favole. Parecchi eruditi europei han lavorato su le opere del Mascūdī, come S. de Sacy, Sprenger, Reinaud e Barbier de Meynard, l'egregio editore e traduttore di questo libro del Murūǧ, pubblicato non è guari in Parigi. L'estratto ch'io do, preso da' codici parigini quando l'opera era inedita, è stato adesso riscontrato con la detta edizione e con quella del Cairo. Ci troviamo pochissime e vaghe notizie su la Sicilia, che pur era provincia musulmana da più d'un secolo. Bibl., testo, pag. 1. Capitolo II. — Dall' 'At Tanbīh, dello stesso autore. Altra compilazione di notizie cosmografiche, scritta, o almen finita, l'anno stesso in cui morì l'autore. Inedita. Si vegga l'ampia analisi datane da M. de Sacy nelle Notices et Extraits, vol. VIII (1810), ristampata nel vol. IX della edizione parigina del Murūǧ, pag. 301 segg. Come nel resto dell'opera, così anche nel nostro estratto del Tanbīh, l'autore narra de' fatti, tra veri e falsi, diversi da quelli del Murūǧ. Qui sono dei cenni su l'Etna e su le sue produzioni, e la favola della morte d'Empedocle, affibbiata a Porfirio, che godea gran credito appo gli Arabi. Bibl., testo, pag. 2. Capitolo III. — Dal Kitāb 'al 'Aqālīm, di 'Al Iṣṭaḫrī. L'autore, che prese nome dalla sua patria, l'antica Persepoli, compose, com'è pare, il 951, questo trattato di geografia, nel quale descrisse i proprii viaggi e prese molto da quelli d'un 'Abū Zayd 'al Balḫī (di Balḫ nel Ḫurāsān). È frettoloso e magro quand'ei tocca de' paesi occidentali. Intorno l'autore e l'opera non si hanno notizie ben certe: quel che si sa veggasi in Reinaud, Géographie d'Aboulféda, Introd., pag. lxxxj; e