Textus Originalis
Capitolo VIII. — Dal Tuḥfat 'al 'albāb, di 'Abū Ḥāmid da Granata. In questa mediocre compilazione geografica, data il 1162 dell'era volgare, l'autore corregge un po' le notizie date da 'Al Mascūdī intorno le eruzioni dell'Etna. 'Abū Ḥāmid avea toccata di passaggio la Sicilia nel 1117; ma non si dà per testimonio oculare: cita bensì un dotto siciliano ch'egli vide in Bagdad, e gli domandò di quel fenomeno. Su l'autore e l'opera si vegga Reinaud, op. cit., p. cxij. Bibl., testo, pag. 74, 75. Capitolo IX. — Dal Kitāb 'al 'išārāt, di 'Al Harawī. Questo infaticabile viaggiatore, oriundo di Herat, come suona il suo nome, ben meritò d'esser chiamato comunemente 'As Sāyḥ «il corridore, il randagio». Nato in Mawṣil (Mossul), egli peregrinò, mendicando col lurido saio di sufīta, per mezzo mondo di quei tempi: Arabia, Siria, Egitto, impero Bizantino, Mediterraneo, e morì in Aleppo il 1215. Era capitato in Sicilia il 1175 per buscare una favola fisica e correggerla egli stesso: dico il miracol della salamandra volante ne' fuochi dell'Etna. Dal suo linguaggio si argomenterebbe ch'egli avesse vista una eruzione. Ecco tutto quel che dobbiamo a quest'autore, del quale ha toccato il Reinaud, op. cit., pag. cxxvij a cxxix. Bibl., testo, pag. 75. Capitolo X. — Dalla Raḥlat 'al Kinānī, di 'Ibn Gubayr. Questo pio viaggiatore, scrittore brioso ed elegante, nacque in Valenza il 1145; partito alla volta del Levante per compier il precetto del pellegrinaggio e veder quei paesi musulmani, egli passò tra la Sardegna e la Sicilia nel marzo 1183; ed al ritorno, nel dicembre 1184, percorse la costiera settentrionale dell'isola da Messina a Trapani; dov'egli dimorò fino al febbraio 1185, conversando co' principali Musulmani che aprivano il cuore al dotto pellegrino, e osservando con sagacia le condizioni morali e materiali del paese. Si può dir che il suo giornale, com'egli era uso a scrivere ogni dì, finisca il quadro della corte normanna di Sicilia a que' tempi, abbozzato dagli scrittori latini; poiché costoro, non eccettuato il Falcando, conobbero superficialmente i Musulmani dell'isola. Lo stesso ritratto di Guglielmo il Buono comparisce più naturale ed anco più bello nel racconto d' 'Ibn Gubayr. Importantissima è poi la de-