Textus Originalis

scrizione de' monumenti del medio evo: Qaṣr Sacd presso Palermo, la Reggia di Palermo, la Chiesa della Martorana, ecc. La più parte del capitolo su la Sicilia, testo e traduzione francese, fu data da me nel Journal Asiatique del 1845 e 1846; poiché l'amicissimo Dozy ne avea cavata per me una copia dal Codice unico di Leyda. L'intero viaggio fu poscia pubblicato dal dottor Wright; dalla cui edizione io ho tolto l'altro frammento che m'è parso bene d'aggiugnere: la descrizione, cioè, del naufragio patito dinanzi Messina, e come re Guglielmo aiutò di danari i Musulmani che pericolavano. Ho rifatta ora la versione italiana che già detti nell'Archivio storico italiano (Appendice, N. 16, 1847). Tutto il viaggio merita una bella versione in qualche lingua europea, perchè contiene una vivace dipintura dell'Egitto e della Siria in quel fortunoso periodo, nel quale l'islamismo reagì contro la prima crociata e vantò i suoi eroi popolari: Norandino e Saladino. Ho diviso il capitolo in paragrafi: 1. In vista della Sicilia (1183); 2. Naufragio (1184); 3. Messina; 4. Cefalù; 5. Termini; 6. Palermo; 7. Trapani; 8. False notizie di Levante; 9. Condizione de' Musulmani in Sicilia. Bibl., testo, pag. 76-104. Capitolo XI. — Dal Mucgam 'al buldān, di Yāqūt. Poco tempo egli è che l'erudizione europea possiede intero questo gran dizionario geografico, monumento della erudizione de' Musulmani del Medioevo. L'autore, nato di gente greca verso il 1178, fu preso nella sua fanciullezza da' Musulmani e venduto ad un mercatante di Bagdad: il nome proprio, che vuol dire «rubino», era di que' soliti a darsi agli schiavi. Com'avviene spesso tra i Musulmani, il padrone fece da padre al giovanetto; l'avviò a buoni studi; l'emancipò; l'associò al suo commercio: donde Yāqūt fece molti viaggi in Siria e in Persia, e soggiornò parecchi anni in Marw, capitale del Ḫurāsān, ch'era fornita d'ottime biblioteche, al par che Bagdad, avanti l'irruzione de' Tartari. Yāqūt potè dunque cavare questo gran dizionario dalla ricca letteratura geografica che possedeva l'Oriente a que' tempi, della quale è perduta per noi grandissima parte: egli usò ancora le ponderose opere biografiche de' Musulmani ed un grande numero di poesie, delle quali trascrive gli squarci che si riferiscono a ciascun paese descritto. Limitandomi alla Sicilia, noterò che Yāqūt cita, oltre un opu-