Textus Originalis
§ 12, pag. 611, con le note che ho messe nella traduzione). In ogni modo fu questo nel Medio evo il primo libro degno d'aspirare al titolo di geografia generale: né potea tentarsi altrove che in Ispagna o in Sicilia. E per vero vi contribuirono questi due paesi, l'uno con la erudizione di Edrisi e l'altro col genio e la potenza di Ruggiero! Gli avvenimenti politici, ai quali ho testé accennato, spiegano bene perchè non fu tradotto in latino il Nuzhat: la mole dell'opera, e le carte ond'era corredata, la resero tanto rara ne' paesi musulmani, che a capo d'un secolo la ignorava quell'eruditissimo geografo che fu il Yāqūt; e per lo stesso motivo non si è avuta bella e compiuta in Europa prima dei nostri giorni. Ne venne bensì in Roma, com'ei pare nel XVI secolo, un compendio, o meglio chiamerebbesi mutilazione, dico il codice che fu pubblicato co' tipi medicei il 1592, il quale or si trova in Parigi (Sup. Ar., 894), dopo essere passato, come parmi, dalla Biblioteca Laurenziana; ed un'altra copia, recata dal Burckhardt, ve n'ha adesso nella Biblioteca dell'Università di Cambridge. Dal testo di Roma fu cavata la versione latina, intitolata, per uno strano equivoco, Geographia Nubiensis e stampata in Parigi il 1619; prima della quale, e per l'appunto nel 1600, Bernardino Baldi n'avea fatta una versione italiana che rimase inedita e l'autografo serbasi adesso nella Biblioteca dell'Università di Montpellier, passatovi con parte della biblioteca Albani. Chi voglia più ampie notizie su la geografia e le carte di Edrisi potrà consultare il Reinaud, op. cit., pag. cxiii segg.; il Lelewel, Géographie du Moyen-Age, tomo III, pag. 73 segg. e Prolégomènes, pag. liv segg.; e la mia St. dei Mus., III, 452 segg., 662 segg. Come ho ricordato di sopra, il Gregorio ristampò nella Rer. Arab. testo e versione latina del detto Compendio, capitolo della Sicilia. Io ho dato il testo originale secondo i codici parigini, Sup. Ar., 892 e 893, confrontati con quelli di Oxford N. 884 e 887 del catalogo di Uri, ed anche, per quanto può valere, coi codici parigino e cantabrigiense del Compendio; e v'ho premessa la prefazione dell'autore, documento prezioso della nostra Storia letteraria. L'Accademia de' Lincei ha fatto poi ristampar tutto il mio testo, aggiuntavi la descrizione dell'Italia di terraferma, che fu copiata nel 1875, su i codici suddetti, dal prof. Celestino Schiaparelli, per incarico del Bonghi, ministro allora della pubblica istruzione. Spero che la versione italiana di quest'ultima parte sia stampata quanto prima e pubblicata insieme col testo. Della carta geografica della Sicilia che si trova nel prezioso codice Asselin (come va distinto il parigino Sup.