Textus Originalis
e l'Etna; 3. Accordo sociale in Malta; orologio d'un matematico maltese. Bibl., testo, pag. 140-143. Capitolo XVIII. — Dal Nuḫbat 'ad dahr, di 'Ad Dimašqī. L'autore, nato in Damasco, come lo dice il nome, va noverato anch'egli nella schiera de' compilatori arabi del XIII secolo, essendo morto, assai vecchio, nel 1327. Giudicava benissimo questo lavoro il Reinaud, dicendo (op. cit., pag. cxliii), ch'è tirato giù senza tanta critica, ma è da tenere in pregio per molti fatti che invano si cercherebbero altrove. E veramente di tali ei ne dà su la Sicilia. Usai un codice di Parigi, ed un estratto che fece per me il Dozy dal Codice di Leida. Dopo la pubblicazione della Bibl., il professore Mehren di Copenhagen ha dato l'intero testo (Pietroburgo, 1866, in-4), ed una versione francese (Copenhague, 1874, in-8), corredando il primo di un indice utilissimo e la seconda di note e riscontri molto diligenti, che giustificano il titolo di Manuel de Cosmographie du Moyen-âge datole dal traduttore. Il capitolo è diviso ne' seguenti paragrafi: 1. Notizie generali e città della Sicilia; 2. Malta e Pantellaria; 3. Il corallo; 4. Il sili; 5. L'imperatore re di Sicilia. Bibl., testo, pag. 144-146. Capitolo XIX. — Dal Taqwīm 'al buldān, di Abulfeda. Bastan poche parole su questo scrittore, notissimo in Europa, sì per essere stato tra i primi autori arabi di cui si traducessero le opere in latino, sì per la sobrietà del suo dettato e per la buona critica. Ci occorrerà più innanzi dir del suo celebre Compendio degli Annali musulmani. Sommario anch'esso, anzi indice, si può dire la geografia, se ne consideriamo la parte descrittiva: ma dobbiamo riconoscervi il pregio di geografia matematica, buona secondo i tempi. Lasciata la grossolana divisione de' climi, che ormai diveniva più confusa, adoperandosi que' ch'egli chiama usuali, mezzo naturali e mezzo politici, Abulfeda ripigliò la rete delle latitudini e longitudini; cercando bensì di correggere le tavole di Tolomeo, secondo le osservazioni parziali degli astronomi arabi di varii tempi, e tra le altre quelle che avea raccolte 'Ibn Sacīd sopraddetto. Non ostante il buon metodo, ci dobbiamo accorgere che Abulfeda ebbe alle mani cattive mappe del mare Tirreno; ma il buon senso non l'abbandonava. Dopo aver detto su la fede d'un testimone oculare che