Textus Originalis
tore che si nomina 'Ibn (corr. 'Abū) cAbd 'Allah Muḥammad 'ibn 'abī Bakr 'az Zuhrī, dice aver compendiato un libro di 'Al Qumārī, che alla sua volta era stato compilato su la geografia de' settanta filosofi, incaricati dal califo 'Al Māmūn: ma né di 'Al Qumārī, né di 'Az Zuhrī, potei trovare notizie; né lo potè il Reinaud, il quale fa cenno del detto codice in una nota della sua dotta prefazione all'Abulfeda, più volte citata. Ebbi occasione, molto tempo appresso, di ripigliare il codice e vi lessi (fog. 45 verso) che il narratore, se l'autore stesso nol posso affermare, si trovava il 532 (1137-8) in una famosa caverna presso Lūšah (Loja) e Granata, chiamata 'Al Kahf wa 'ar raqīm (La grotta e il cane Raqīm), con evidente allusione a quella de' Sette Dormienti (Corano, XVIII, 8 segg.) e racconta un fatto avvenuto a' suoi tempi in quelle grotte. La trascuraggine della copia, ch'è brutta e piena di madornali errori d'ortografia, non mi consigliò di far assegnamento su cotesti cenni; vidi pure che la data dell'806 era quella della copia, non già della compilazione: e mi confermai da un altro lato che questa non fosse anteriore al sesto secolo dell'egira, facendovisi menzione, non solo di 'Al Mahdīah e della Qalcat dei Banū Ḥammād, ma anche di Marocco (fog. 49 recto). Intanto mi occorse il luogo del Kitāb 'al badīc che ho dato nel Cap. XV e che coincide col presente testo, salvo qualche lieve parafrasi e l'aggiunta d' 'Ibn Sacīd che la Sicilia era venuta in potere de' Franchi. Ma questo non poteva ignorare il compilatore, qual ch'ei si fosse, del presente Cap. XXII, poich'egli cita un fatto del 532. Per chiarir dunque in qual tempo visse questo 'Az Zuhrī che mi sembra spagnuolo, e vedere quindi se fu anteriore ad 'Ibn Sacīd, converrebbe confrontar da capo a fondo il codice di Parigi e quello di Oxford e rifrustar de' codici che dessero qualche notizia di 'Az Zuhrī; il che ormai non so se potrò fare io stesso. Capitolo XXIII. — Dal Našq 'al 'Azhār, di 'Ibn 'al 'Ayās. Sotto questo gentil titolo di «profumo de' fiori» l'autore, egiziano, scrisse il 1516 una mediocrissima compilazione di geografia, tolta da Edrisi e da altri scrittori. È inedita e tal rimanga. N'ho dato un paragrafo, nel quale 'Ibn 'al 'Ayās, avendo avuto forse alle mani altra edizione di Edrisi che quella de' nostri codici, dice che il simulacro d'elefante, che vedeasi e vedesi ancora in Catania, era di pietra nera. Bibl., testo, pag. 160.