Textus Originalis

STORIA. Capitolo XXIV. — Dal Futūḥ 'al buldān, di 'Al Balāḏurī. Ben comincia con questa opera la nostra serie di lavori storici, poiché il Balāḏurī è de' più antichi e accorati istoriografi arabi, e il primo che emancipossi dalla forma del tradizionista, e mirò alla sintesi morale e politica degli avvenimenti ed a quell'alto ufizio della Storia, che né egli né altro scrittore orientale seppe mai compiere. Manca alla lussureggiante lingua degli Arabi perfino un vocabolo che suoni storia; onde mal vi suppliscono con tārīḫ «data» e indi «cronica», siyar «biografie»; o pongono il nome speciale della narrazione, verbigrazia «guerra, impresa, spedizione», o «conquisti» come si intitola il presente libro. Infin dal tempo che gli Arabi analfabeti lasciarono i loro deserti per soggiogare sì gran parte del mondo antico, i più loquaci raccontavan quelle miracolose vittorie, come i loro avoli avean fatto degli scontri d'una tribù con l'altra, e i loro padri dei detti ed azioni del Profeta. Il raccontatore nominava la persona dalla quale avea sentito il fatto; e così di seguito per un secolo e mezzo, finché l'isnād, ossia «appoggio» e indi «prova, citazione», si allungò oltremodo, e più tosto che guarentigia o strumento di critica secondo il credito de' raccontatori, divenne intollerabile ingombro a chi scrivea per milioni di abitatori dell'impero Musulmano, dallo Stretto di Gibilterra alle bocche dell'Indo e agli altipiani centrali dell'Asia. La catena degli 'isnād, mantenuta nelle tradizioni del profeta, che avean effetto disciplinare e giuridico, fu abbandonata dunque nel Tārīḫ; e questo prese la forma di annali generali o speciali, senza mai salire al grado di storia. Scheletro che mostra la statura e poco assai le fattezze de' popoli; e se l'annalista scappa talvolta in qualche considerazione generale, se il cronista di città viene a particolari minuti ed anche oziosi, l'uno e l'altro torna subito all'usanza d'infilzar cenni l'uno appresso all'altro, come le palline di un rosario musulmano. Lo stesso 'Ibn Ḫaldūn, che precedette di quattro secoli a Giambattista Vico e gli rimane su-