Textus Originalis
gretamente questo discorso a ciascuno dei re sopra nominati, ciascuno gli credette e fidossi in lui, non dubitando punto della sua sincerità. Adunati che essi furono presso il papa nella città di Roma insieme col detto Federigo, il papa disse a quei re: « Qual è il « vostro avviso sul [conferimento di] questa dignità, « e chi vi pare che v'abbia maggiore diritto? », e con ciò pose dinanzi a loro la corona reale. Ognuno gli rispose: « Per me io dò potestà a Federigo in questa « [scelta], perocché egli è figliuolo d'imperatore, e nessun « di noi ha maggior dritto che lui a far sentire la propria « voce in una faccenda come questa ». Federico allor sorse e disse: « Io son figliuolo dell'imperatore; io ho più « dritto [di ogni altro] alla sua corona ed alla sua di« gnità; e tutti voi mi avete accettato ». [Ciò detto] si pose in capo la corona, e lasciandoli tutti attoniti, uscì in fretta con la corona in capo. Egli avea già appostata una mano dei suoi compagni alamanni, uomini valorosi, montati a cavallo e apparecchiati [ad ogni evento. E subito] montò egli ancora: i suoi alamanni corsero a lui e insieme con loro si messe incontanente in viaggio alla volta de' suoi paesi. Soggiugne il cadī Gamāl 'ad dīn: Regnava l'imperatore Manfredi, figliuolo di Federigo suddetto, quando il papa e il re di Francia l'assalirono coi loro eserciti; gli dettero battaglia; lo ruppero; lo presero; e il papa ordinò di scannarlo. E così fu ucciso il detto Manfredi; e dopo lui regnò sui suoi dominii il fratello del re di Francia. Seguirono cotesti eventi, per quanto io suppongo (1) l'anno seicentosessantatrè (24 ottobre 1264- 12 ottobre 1265).
Note a pie di pagina
1 (1) Queste parole si leggono nel codice C, e nella edizione D.