Textus Originalis

quale osteggiando i [paesi che rimanevano ai] Rūm, fece prigioni, guastò, disertò, abbattè e sparse [intorno] le gualdane, che riportarono gran preda. L'anno 241 (22 mag. 855 - 9 mag. 856) 'Al ^Abbās 'ibn 'al Fadl rinnovò le ostilità contro i Rūm in Sicilia; guastò le messi e fece correre i contadi da gualdane che riportarono gran preda. Egli stette per tre mesi in una elevata (1) montagna, dalla quale faceva ogni giorno battere il territorio intorno Castrogiovanni (2) [e quivi i Musulmani] uccidevano e prendeano [gente e roba]. Le sue gualdane scorrazzavano e depredavano d'ogni banda. Egli poi mandò per mare il suo fratello ^Alī 'ibn 'al Fadl; il quale combattè con buon successo, predò e riportò molti capi [di schiavi?] (3). Anno 242 (10 mag. 856 - 29 apr. 857) (4). Quest'anno fu combattuta in Sicilia la guerra sacra dal principe dell'isola, 'Al ^Abbās 'ibn 'al Fadl; il quale, in una spedizione estiva contro i Rūm predò, fece prigioni, e portatosi al castello di (5), espu-

Note a pie di pagina

1 (1) Il testo ha: monte māni^, cioè « di accesso difficile, erto, difendevole, ecc. »

2 (2) Il testo ha Yānih, cioè il nome Enna, tolto l'appellativo qasr.

3 (3) Questo è qui di certo il significato di « teste » o « capi ». Si vegga qui sopra l'anno 289.

4 (4) Testo, p. 105.

5 (5) Manca il nome del castello, e fors'anco quel della regione dove era posto, alla quale par si debba riferire, e non già alla Sicilia intera, il pronome femminile al singolare, che segue qui immediatamente. Si confrontino: 'Ibn 'al 'Atīr, Bibl., testo, p. 231, linea penultima, e 'Ibn ^aldūn, Bibl., testo, p. 471, linea 8^a, i quali dicono di « molte castella » espugnate quell'anno.