Textus Originalis

Catania (1) era gran città: l'arse il vulcano che è in quest'isola; onde l'imperatore fabbricò invece di quella una città, alla quale pose nome di G.stārah (Augusta). Messina che è sopra uno degli angoli dell'isola. Siracusa giace sull'altro angolo. La circonda il mare da tre lati. Trapani (2) giace sopra il terzo angolo ed è circondata dal mare, con un istmo [che la congiunge all'isola]. Tra le città dentro terra [son da noverare] Sciacca, Mazara, Girgenti, Noto, Castrogio vanni, 'an Nūr (forse 'At Tawr, Caltavuturo), Ragusa, Gaytah (Gaeta?) (3), ed altre. In quest'isola, e, secondo alcuni, in un'isola adiacente ad essa, è il vulcano, ossia il cratere dal quale escono dei corpi simili a quello dell'uomo, ma senza testa umana; i quali di notte s'alzano in aria, indi ricascano in mare e galleggiano su l'acqua: si forma di questi corpi la pietra 'al marw (4), con la quale [è uso di] fregare i piedi [nel bagno]. § 2. Narrazione degli avvenimenti dell'isola di Sicilia; dei Musulmani che vi fecero guerra; della parte che ne fu conquistata e come se ne impadronirono i Franchi, che il Sommo Iddio li confonda (5).

Note a pie di pagina

1 (1) Il codice ha erroneamente Watanīah.

2 (2) Il codice ha Tarābulus. Sono similmente storpiati parecchi altri nomi ch'e' non mette conto di notare singolarmente.

3 (3) V. Cap. XVIII nel nostro 1° vol., pag. 244, nota 5.

4 (4) Mi sembra errore di copia. Marw significa selce!

5 (5) Dai due codici parigini Anc. Fonds, 702 e 702 a, dei quali il primo segnerò A. ed il secondo B. Il testo fu pubblicato dal Gregorio, Rerum arabicarum, pag. 1 e segg., sopra una copia che ne avea fatta J. Caussin; il quale poi ne die alla luce una versione francese in appendice all'opera del barone De Riedesel, intitolata Voyages en Sicile.