Textus Originalis
riattano le navi e montanvi: ma le navi dei Rūm, messesi alla [bocca del] porto grande, impediron l'uscita. I Musulmani ardeano allora i lor proprii legni e marciavano verso il castello di Mineo, accompagnati da Eufemio. S'impadronirono di Mineo e vi messere presidio; presero ancora il castello di Girgenti, nel quale stanziò una schiera di Musulmani. Avvenne poi che andato Eufemio a Castrogiovanni, i cittadini gli uscirono incontro, profferendo, per inganno, di prestargli ubbidienza e dicendogli: « Noi saremo piena« mente di accordo con te e coi Musulmani [e siam « pronti a] disdire l'ubbidienza al re ». Domandarongli che andasse via quel giorno per dar loro [agio] a deliberare su le [condizioni dell'] accordo. Così Eufemio si ritrasse quel dì; ma ritornò la dimane con pochi seguaci: e i cittadini, presentatisi, baciaron la terra dinanzi a lui. Avean sepolte delle armi in quel posto. Avvicinatosi Eufemio, dan di piglio alle armi; gli saltano addosso e l'uccidono. Arrivato poi di Costantinopoli il patrizio Tūd.t (Teodoto) con grandi eserciti di 'Al'am.n (Armeni?) e d'altre genti, andò a Castrogiovanni, e [poi] uscinne con tutte le sue forze per combattere i Musulmani. Scontratisi, fu rotto Teodoto; uccisagli gran gente, e fatti prigioni novanta patrizii. All'entrar dell'anno dugentoquattordici (11 mar. 829 - 27 febbraio 830), morto Muhammad 'ibn 'abī 'al Gawārī, i Musulmani rifecero wālī Zuhr 'ibn Bargūt; tra il quale e Teodoto seguirono molti scontri e il [greco] alfine assediò i Musulmani nel loro castello; dove ebber tanta penuria di vittuaglie, che [si ridussero] a mangiar le proprie bestie da soma. Durarono in questa stretta finché non arrivò di Spagna, con molte