Textus Originalis
varono il popolo. [Egli era avvenuto che] convitati da 'Al Hasan ad un banchetto gli ottimati della città, entrati ch'ei furono in palagio, parve ad alcun di loro di veder che gli schiavi negri si porgessero l'un l'altro delle spade ignude. Presi di timore apron le finestre della sala e si mettono a gridare « all'armi, all'armi! ». Levossi il popolo ad aiutarli; s'affollò intorno il palagio; appiccò fuoco alle porte. E [invano] uscirono gli ottimati dal palagio a protestar che l'emiro non avea mai cercato di far loro alcun male: i sollevati, non persuasi di questo, fecer impeto contro l'emiro; ei si gittò dalla propria casa in quella d'un suo vicino; ma cascò, si ruppe una gamba, e fu preso e messo in prigione. Scrissero [i Palermitani] di questo caso ad 'Al Mahdī; il quale depose 'Al Hasan; perdonò il fatto ai Palermitani: e intanto la capitale fu governata da Hallī, preposto della Quinta (1). Indi 'Al Mahdī affidò il governo della Sicilia ad ^Alī 'ibn ^Umar, 'al Balawī (2); il quale arrivò in Palermo il ventotto di dū 'al higgàh dell'anno dugentonovantanove (15 agosto 912). Il costui governo non piacque ai Siciliani, perch'egli era debil vecchio, affabile coi sudditi. 'Ahmad 'ibn Qurhub sollevò i cittadini contro di lui ed esortolli a prestare obbedienza al (califo abbāsida) 'Al Muqtadir billāh. Molti assentirono; nominarono wālī del paese 'Ahmad: e così l'anno trecento (18 ag. 912 - 6 ag. 913) vennero in Palermo ambasciatori di 'Al
Note a pie di pagina
1 (1) S'intenda la quinta delle prede.
2 (2) Discendente da Balīy 'ibn ^Amr, della tribù arabica di Qudā^ah.