Textus Originalis

suo ^āmil ^Ibn 'abī Hamrān. Sālim mandò allora contro di essi un esercito che ritornò sconfitto. Poscia Sālim, andato a combatterli [in persona], lor diè una rotta; ma non andò guari che il popolo della capitale, sorto contro lui, gli fece guerra, condotto da 'Ishāq 'al Bustānī (il giardiniere) e da Muhammad 'ibn Hamū. Dopo parecchi combattimenti Sālim ruppe i Palermitani e assediolli nella capitale. 'Al Qāym, risaputo ciò, mandava a combattere i Siciliani Halīl 'ibn 'Ishāq, con un esercito e con molti qāyd (condottieri). Perocché arrivate ad 'Al Qāym lettere dei cittadini che [protestavano] ubbidienza ed [affermavano essersi ribellati perchè] non poteano sopportare gli atti di Sālim, [il califo fatimita], anziché fidarsi di costui, prepose a' Siciliani Qalīl 'ibn 'Ishāq; il quale arrivò in Palermo allo scorcio dell'anno trecenventicinque. Ubbidito dai Siciliani, usò verso di loro con riguardo; depose gli ^āmil di Sālim; e dopo quattro anni ch'era rimasto in Sicilia, ritornò in Affrica. L'anno trentaquattro (13 ag. 945 - 1° ag. 946) fu wālī Muhammad 'ibn 'al 'Aš^at e resse gli affari ['Ibn] ^Attāf (1) sino all'anno trentasei (23 lug. 947 - 10 lug. 948). Allor costui scrisse al [terzo califo fatimita] 'Al Mansūr, ragguagliandolo della tracotanza degli abitatori, e che nel paese volgea a male ogni cosa. Allora 'Al Mansūr 'ibn 'al Qāym 'ibn 'al Mahdī prepose alla Sicilia 'Al Hasan 'ibn ^Alī 'ibn 'abī 'al Husayn, 'al Kalbī (della tribù

Note a pie di pagina

1 (1) Su l'ambiguità di questo passo del testo, V. St. de' Mus., II, 204, nota 4.