Textus Originalis

« giaste a fare contro questo pugno d'uomini? ». A così fatti incitamenti divampava tanto più l'incendio. Manuele spinse il cavallo [nella schiera nemica]; uccise un musulmano; ebbe vari colpi di punta che non lo ferirono, sì salda armadura (1) aveva egli addosso. Ma un musulmano, avventatoglisi, diè d'una punta al cavallo sì che il fé' cadere, ed [allora Manuele] fu ucciso. Scoppiava intanto un nembo oscurissimo, con lampi e tuoni, e Iddio aiutava i Musulmani; sì che gli Infedeli andarono in rotta; e i Musulmani a inseguirli ed a farne strage. Piegando i fuggenti verso un luogo che parea piano, trovarono aspri sentieri e arrivarono al ciglio di un gran burrone, sì profondo che parea un fosso; nel quale caddero e si uccisero l'un l'altro, onde ne fu pieno quant'era lungo, largo e profondo, e i cavalli [dei fuggenti e dei Musulmani] galopparono sopra i cadaveri. Le reliquie [dell'esercito bizantino] ripararono in alpestri sentieri e burroni spaventevoli. Si era combattuto dalla punta del giorno fin dopo la preghiera meridiana; ma la rotta durò fino a notte: tutta la notte i Musulmani uccisero i fuggenti per ogni lato. Molti ottimati furon fatti prigioni; i Musulmani predarono cavalli, ricchezze ed armi in tal copia da non potersi noverare. Il numero degli uccisi passò i dieci mila. Si trovò nella preda una spada, su la quale era inciso [lo scritto]: « Questa è spada indiana; pesa « censettanta mitqāl (2), e molto essa ha ferito di« nanzi il Profeta di Dio, sul quale sia la sua bene-

Note a pie di pagina

1 (1) Libas. V. il luogo analogo di 'Ibn 'al 'Atīr, nel nostro Cap. XXXV, vol. I, 427, nota 2.

2 (2) V. il vol. I, pag. 428, nota 1.