Textus Originalis
Del governo di 'Abū 'al Fath (corr. 'al Futūh) Yūsuf, intitolato Tiqat 'ad dawlah (Fiducia dell'impero). Egli assunse la dignità di wālī alla morte del padre, per decreto di lui, ed ebbe poi dall'Egitto il diploma di 'Al ^Azīz Billāh che gli conferiva quell'ufizio. Resse fortemente la Sicilia; beneficò a' sudditi; e continuò in questo modo, finché non fu colto di emiplegia, l'anno trecento ottantotto (3 gennaio a 22 dic. 998): ond'ei divenne paralitico del lato sinistro e gli si indebolì il destro. Allora sostituì nel governo il suo figliuolo Ga^far; il quale avea avuto da 'Al Hākim (biamr 'Illāh, califo fatimita) un diploma che gli [concedea l'aspettativa] dell'ufizio dopo la morte del padre. Quindi 'Al Hākim gli mandò [le usate] decorazioni, alle quali aggiunse una bandiera e il titolo di Tāg 'ad dawlah, Sayf 'al millah (Corona dell'impero, e Spada della fede). Costui governò saviamente il paese fino allo scorcio del mese di ragab dell'anno quattrocentocinque (26 dic. 1014-24 gen. 1015), quando gli si chiarì ribelle il suo fratello, l'emiro ^Alī 'ibn 'abī 'al Fath (corr. 'al Futūh); il quale ragunò in luogo vicino alla capitale i Berberi e gli schiavi Negri ch'egli avea indettati a sollevarsi in favor suo. L'emiro Ga^far gli mandò all'incontro un esercito; il quale venne a battaglia coi sollevati, il mercoledì sette di ša^bān (31 gen. 1015): fiera battaglia nella quale rimasero
Note a pie di pagina
1 tica, non solo ne' fatti, ma anco nelle parole, e la differenza si riduce a qualche particolare or aggiunto, or mancante. Si confrontino pertanto queste pagine con quelle d' 'Ibn 'al 'Atīr, Cap. XXXV, pag. 442 a 449 del 1° volume.