Textus Originalis

uccisi molti Berberi e Negri partigiani di ^Alī. Fuggirono gli altri; ^Alī fu menato prigione dinanzi al fratello l'emiro Ga^far, e questi lo messe a morte. Otto giorni appena passarono tra la ribellione e la morte di ^Alī; della quale rimase addoloratissimo il padre. Comandava poi Ga^far di bandire dall'isola i Berberi con le loro famiglie e furon cacciati, che non ne rimase un solo. Comandava ancora di mettere a morte gli schiavi Negri, e furono trucidati dal primo infino all'ultimo. E Ga^far compose il suo gund (milizia) tutto di Siciliani: onde si assottigliò l'esercito [stanziale] (1) e seguinne la sollevazione dei Siciliani e la cacciata di lui stesso. Anno 410 (9 maggio 1019 - 26 aprile 1020). Della sollevazione dei Siciliani contro l'emiro Ga^far. Dice il cronista: La cagione fu ch'egli aveva affidato il governo al suo segretario Hasan 'ibn Muhammad, 'al Bagāī (da Bagāyah in Affrica); il quale aggravava e maltrattava la gente ed avea consigliato a Ga^far di levar in Sicilia le decime sopra i grani e i frutti della terra, secondo la consuetudine degli [altri] paesi; la quale non era mai stata introdotta in Sicilia, dov'era costume di prendere sopra ogni [misura di terreno da potersi lavorare con una] coppia di buoi, un tanto [di valuta, invariabile] comunque cadesse [l'annata] (2). Ga^far inoltre incominciò a dispregiare i

Note a pie di pagina

1 (1) Il testo ha « l'esercito presso di lui ». Si vegga la nota che ho fatta nel passo analogo d'Ibn 'al 'Atīr, Cap. XXXV, 1° vol., pag. 443, nota 1.

2 (2) Letteralmente: « Che si prendesse sullo zawg (giogo) di bovi una cosa determinata, accadesse pur ciò che accadesse ». Ho reso « un tanto » l'espressione « cosa determinata » (ma^lūm)