Textus Originalis

Anno 410 (9 maggio 1019 - 26 aprile 1020). Del governo dell'emiro Tāyīd 'ad dawlah (Sostegno dell'impero) 'Ahmad, 'Al 'Akhal. Prese costui l'ufizio di wālī il lunedì sei di 'al muharram dell'anno quattrocentodieci (14 maggio 1019), e consegnato ai Siciliani il segretario Hasan 'al Bagāī, essi l'uccisero; portaron la testa in giro per la città, ed arsero il suo cadavere. Yūsuf temendo per [la vita del] figliuolo Ga^far, lo imbarcò sopra una nave che partiva per l'Egitto, e v'andò poi egli stesso: tra l'uno e l'altro portaron via seicento settanta mila dinar. Yūsuf [inoltre] possedea tredici mila giumente, senza contare i muli né gli altri animali: pur quand'egli venne a morte in Egitto non possedea che una sola cavalcatura. Esordì 'Al 'Akhal nel governo con virtù e con zelo per la guerra sacra; onde posarono i Siciliani e le cose loro andarono per lo meglio. Giunser poi lettere (del califo fatimita d'Egitto) 'Al Hākim, per le quali era conferito ad 'Al 'Akhal il titolo di Tāyīd 'ad dawlah. Il quale chiamava all'arme i guerrieri; mandava le gualdane in terra degli Infedeli, dove i Musulmani ardeano, depredavano e davano il guasto: e così tutte le ròcche prestarono ubbidienza ad 'Al 'Akhal. Avea questi un figliuolo per nome Ga^far, ch'egli solea lasciar luogotenente quando gli occorrea di partire per la guerra. Costui si comportò diversamente dal padre [che avea date tante prove] di giustizia e di bontà. Egli adunò una volta i (Musulmani) Siciliani e lor disse: « Vorrei « cacciar via di qui gli Affricani, i quali partecipano del « vostro paese e delle vostre entrate ». Ed essi gli risposero: « Come mai? quando siam legati di parentele « con loro e mescolati, sì che siam divenuti come una