Textus Originalis

mento] preso dal vino, s'adirò tanto, che comandò di segarle le vene delle braccia e lasciarla morire. Ma il suo figliuolo 'Ibrahīm, sentito il caso, accorse, chiamò i medici e la fé' curare; sì che ella rinvenne. La dimane 'Ibn 'at Timnah si pentì; le chiese perdono, scusandosi con l'ubbriachezza: ed ella fé' le viste di accettar le discolpe. Dopo alcun tempo gli domandò licenza di andar a visitare il fratello: ed 'Ibn 'at Timnah lo permesse e mandò con essolei doni e presenti [al cognato]. Ma arrivata ch'ella fu, raccontò al fratello l'attentato del marito; onde 'Ibn 'al Hawwās giurò di non rendergliela. Invano mandava 'Ibn 'at Timnah a richiederla: que' non volle mai farla ritornare. L'altro ragunò gli eserciti [ch'erano numerosi], poich'egli ormai signoreggiava la più parte dell'isola e nella capitale stessa si facea la preghiera pubblica in suo nome. Andò 'Ibn 'at Timnah a combattere 'Ibn 'al Hawwās in Castrogiovanni; ma sceso questi [dalla fortezza] e venuti alle mani, 'Ibn 'al Hawwās lo ruppe; lo inseguì e menò strage tra le sue genti. Quando 'Ibn 'at Timnah vide l'esercito suo fatto a brani, pensò di chiedere aiuto agli Infedeli. Anno 444 (3 maggio 1052 - 22 aprile 1053). Come i Franchi, che il Sommo Iddio li abbandoni, s'impadronirono dell'isola di Sicilia. La causa fu questa. Accesasi guerra tra 'Ibn 'at Timnah ed 'Ibn 'al Hawwās, e sconfitto 'Ibn 'at Timnah, questi si portò alla città di Mileto (1), posseduta dai re Franchi [fin] dall'anno trecensettantadue (982-3). Regnava [in Mileto] Ruggiero il Franco; al quale appresentatosi 'Ibn 'at Timnah, gli disse:

Note a pie di pagina

1 (1) A, Maytah; C, M.l.tah.

2 (2) Nei codici erroneamente si legge quattrocento settantadue.