Textus Originalis
Qayrawān a Raqqādah. La cagione del qual [movimento] fu che 'Ibrahīm avea comandato di mettere a morte un di loro, per nome Matrūh 'ibn 'Umm Bādir: e per questo ammutinaronsi. Ma uscita lor incontro una turba innumerevole di gente di 'Al Qayrawān, i liberti sbigottirono; chiesero l' 'amān e l'ottennero. Venuto poi il giorno di pagare lo stipendio, 'Ibrahīm si pose nel castello di 'Abū 'al Fath, dove fé' chiamare tutti gli schiavi Negri per riscuotere: e ad ogni uomo ch'entrava facea togliere la spada, sì che tutti furon presi. Ei ne fece morire la più parte a staffilate e fece appiccare [i cadaveri ai pali]. Altri ei ne chiuse nella prigione di 'Al Qayrawān, nella quale morirono; altri infine bandì in Sicilia. (Anno 278 - 15 aprile 891 - 2 aprile 892). ('Ibrahīm 'ibn 'Ahmad) messe a morte il suo hāgib (ciambellano) 'Ibn 'as Simsāmah insieme coi fratelli e i congiunti; e diè l'ufizio di hāgib ad 'Al Hasan 'ibn Nāqid, aggiungendo a quest'ufizio parecchi altri, tra i quali quello di emir di Sicilia ecc. Anno 284 (8 febbraio 897 - 27 gennaio 898). Quest'anno 'Ibrahīm inviò in Sicilia il proprio figliuolo 'Abū 'al ^Abbās, per combattere i Siciliani [che s'erano sollevati]. 'Abū 'al ^Abbās partì per l'isola in gumādā secondo (6 luglio - 3 agosto 897). I Siciliani gli diedero aspra battaglia; poscia furono sconfitti; 'Abū 'al ^Abbās entrò nella capitale con la spada alla mano e fecevi grande strage. Poscia perdonò ai cittadini e diè loro l'amān. Mosse quindi [da Palermo per Messina]; passò lo Stretto; venne alle