Textus Originalis
mani coi Rūm [in Calabria], dove uccise i combattenti, fece cattivi i bambini e ritornò in Sicilia, dopo aver menata grande strage dei Rūm. Anno 289 (16 die- 901 - 4 dic. 902). Come 'Ibrahīm, abdicato il trono, si diè alla devozione; combattè [la guerra sacra] e venne a morte. [L'abdicazione d''Ibrahīm] avvenne in questo modo: che l'anno dugentottantanove il califo abbasida 'Al Mu^tadad billāh mandò da Bagdad a Tunis un ambasciatore, al quale 'Ibrahīm si fece incontro presso la sabhah (stagno salso) di Tunis vestito di nero (1). Rimasto da solo a solo con l'ambasciatore il quale non gli recava lettere [del califo, ma soltanto un messaggio verbale], seguì tra loro un colloquio. 'Al Mu^tadad avea spedito l'ambasciatore mosso all'ira e all'indignazione dalle querele e da' richiami del popolo di Tunis e dal racconto delle azioni [scellerate] d''Ibrahīm a lor danno. [Tra le altre cose i Tunisini] aveano detto [al califo]: « Costui ti ha mandated in dono [come « schiave] le nostre mogli e le nostre figliuole ». Onde sdegnato 'Al Mu^tadad, comandava ad 'Ibrahīm di recarsi alla sua presenza; deporre il governo dell'Affrica [propria]; e lasciarvi come wālī il suo figliuolo 'Abū 'al ^Abbās. Ma ripugnando ad 'Ibrahīm l'andare a [corte di] 'Al Mu^tadad, simulò penitenza; lasciò il regno; indossò rozze vestimenta; fece mettere in libertà quanti ei teneva in prigione; abolì
Note a pie di pagina
1 (1) Seguo la lezione del Fleischer, Nuove ann., p. 36. Essendo il negro il colore di casa abbasida, 'Ibrahīm faceva atto di ubbidienza, presentandosi, come noi diremmo, « in divisa ».