Textus Originalis
ch'egli pretendea che fossero [beni di] fay' (1). Tutti allora [i Berberi di quelle province] disdissero l'obbedienza [all'impero musulmano]; e, sapendo che gli eserciti [musulmani] fossero partiti per la Sicilia con Habīb 'ibn 'abī ^Ubaydah, sollevossi [tra loro] un Maysārah 'al Matgarī (della tribù berbera di Matgarah) seguace di setta sifrīta, [ch'è] ramo di hāragi (ribelli). Il quale, assalita Tanger, uccise ^Umar 'ibn ^Ubayd 'Allah e insignorissi della città. Ebbe molti seguaci tra i Berberi, i quali gli prestarono giuramento di fedeltà, come a califo, e intitolaronlo 'Amīr 'al Mūminīn (Comandator dei Credenti). L'autorità sua si estese sopra tutte le qabīlah (tribù) [dei Berberi] in Affrica (2). 'Ibn 'al Habhāb mandava incontro a costui Hālid 'ibn Habīb, 'al Fihrī (Coreiscita), con le milizie che gli rimanevano [in Affrica], e richiamato dalla Sicilia Habīb 'ibn 'abī ^Ubaydah e l'esercito [capitanato da lui], lo fece marciare dopo Hālid. Dal capitolo sul governo di ^Abd 'ar Rahmān 'ibn Habīb (3) Indi egli spedì per mare due eserciti l'un contro la Sicilia e l'altro contro la Sardegna; i quali afflisser tanto le nazioni Franche [di quelle isole] che si liberaron da lui [pagando] la giziah.
Note a pie di pagina
1 (1) Ossia « entrata legittima dello Stato ». Cf. St. de' Mus., II, 27 segg.
2 (2) Ricordisi che questa denominazione appo gli Arabi del medio evo si limita all' « Affrica propria » de' Romani, e più precisamente alla parte compresa tra Bugia e i limiti orientali di Barca.
3 (3) F, testo, pag. 15; vers. p. 44; D, IV, 190.