Textus Originalis
sulmani passati a settentrione dello Stretto (1) corsero le terre di Calabria e di Longobardia, nelle quali presero varie castella e in quelle stanziarono. Alla morte di 'Al ^Abbās [i Musulmani di Sicilia] accordatisi a [sostituirgli] il figliuolo ^Abd 'Allah, scrisserne al principe dell'Affrica [propria] e ^Abd 'Allah [intanto] spedì le gualdane e prese varie ròcche. Egli avea fatto da wālī per cinque mesi, quando arrivò dall'Affrica, a mezzo dell'anno quarantotto (agosto 863), con ufizio di emir della Sicilia, Hafāgah 'ibn Sufiān. Questi mandava con una gualdana alla volta di Siracusa il proprio figliuolo Mahmūd; il quale afflisse [con audaci correrie] quella regione, onde i Rūm gli usciron contro: ed ei li combattè e vinse, e fece ritorno. Quindi prese la città di Noto (2) l'anno cinquanta (13 febbraio 864 - 1° febbraio 865) e, dopo lungo assedio, la città di Scicli (3). L'anno cinquantadue (4) (22 gennaio 866 - 10 gennaio 867) mosse Hafāgah alla volta di Siracusa e dell'Etna. I cittadini di Taormina (5) gli chiesero l' 'amān; ma poi rupper la fede, ond'egli mandovvi con un esercito il figliuolo Muhammad, il quale prese
Note a pie di pagina
1 (1) Litteralmente: « traghettarono nel passo de' Rūm a settentrione ».
2 (2) C, Yūt.s; T, Būt.m.n; F, Būt.r. Cfr. la Cronica di Cambridge, Cap. XXVII, a pag. 278 del 1° volume, ed 'Ibn 'al 'Atīr, Cap. XXXV a p. 383 del medesimo.
3 (3) C, T, Š.llah.
4 (4) F ha erroneamente 255.
5 (5) Forse è da correggere T.rgīn.s « Traina ». V. la nota al luogo corrispondente di 'Ibn 'al 'Atīr, nel nostro Cap. XXXV, p. 384 del 1° volume.