Textus Originalis

sbarcò a Trapani; passò da questa città in Palermo; pose il campo a Demona; assediolla per diciassette giorni; prese quindi Messina e ne abbattè le mura ed espugnò Taormina, allo scorcio di ša^bān dell'anno ottantanove (11 luglio ad 8 agosto 902), con gran terrore del re dei Rūm sedente in Costantinopoli. 'Ibrahīm poscia mandò contro la ròcca di Mīquš (1) il suo nipote Ziādat 'Allah, figliuolo del suo figliuolo 'Abū 'al ^Abbās ^Abd 'Allah, il quale espugnò [quella fortezza]; il suo figliuolo 'Abū 'al 'Aglab (2) a Demona, il quale parimenti espugnolla; e l'altro figliuolo 'Abū Muhriz a Rametta, il cui popolo gli pagò la giziah. Quindi 'Ibrahīm, passato lo Stretto (3), marciò in terra dei Franchi ed entrò con la spada alla mano in Calabria (4), dove fece uccisioni e menò gente in cattività, recando gran terrore ai Franchi [di

Note a pie di pagina

1 (1) Il testo ha Bīq.š; lo correggo come ho fatto nel testo di Edrisi, Cap. VII, nel vol. 1°, pag. 118, nota 1; in quello d' 'Ibn 'al 'Atīr, Cap. XXXV, a pag. 394, 395 del 1° vol.; e in quello di 'An Nuwayrī, Cap. XLVIII, pag. 132 e 151 di questo 2° volume.

2 (2) Il compilatore ha detto poc'anzi, su la fede d' Ibn 'ar Raqīq, che 'Ibrahīm l'avea fatto uccidere. Forse v'ha errore di nome.

3 (3) Il testo ha « l' ^adwah del mare », ossia « il solito luogo di passaggio ». Lo Stretto di Messina si chiamava più precisamente ^Adwat 'ar Rūm, ovvero 'Al 'Afrangah « il Passo dei Rūm », ovvero « dei Franchi », come qui sopra, pag. 168, nota 6. Diceasi « ^Adwah » senz'altro la parte di costiera d'Affrica che guarda la Spagna.

4 (4) ^Anwatan « di forza ». Questo vocabolo, usato comunemente per definire il modo del conquisto d'una città, sta male nel presente caso, trattandosi d'una provincia nella quale il nemico era già entrato passando lo Stretto. Onde suppongo qualche lacuna: l'autore forse vuol dire di Reggio.