Textus Originalis
loro città e chiese rinforzi al (califo fatimita) 'Al Qāym; il quale gli mandò aiuti di gente con Hallīl 'ibn 'Ishāq. Arrivato che fu questi nella [capitale della] Sicilia, i cittadini gli fecer querele contro Sālim 'ibn Rāšid; le donne e i bambini implorarono pietà da lui: e non dissimile linguaggio gli tennero quei di Girgenti e di altre città della Sicilia. A così fatti lagni si commosse Hallīl. Ma Sālim susurrava ai Siciliani non esser venuto Hallīl ad altro fine che a pigliar vendetta sopra di loro, pei soldati uccisi nell'esercito [del principe]. Allora tornati [i Siciliani] alla ribellione, Hallīl fondava una città in sul porto della città [stessa di Palermo] e le dava il nome di 'Al Hālisah. I Girgentini, accortisi da ciò che Sālim loro avea detto il vero, s'apparecchiarono alla guerra. Hallīl marciò contro di loro a mezzo l'anno ventisei (maggio 938): assediolli per otto mesi, dando lor battaglia, mattino e sera, infino a che, sopravvenuto l'inverno, ritornossene alla Hālisah. Tutti i Siciliani si accordarono allora nella ribellione e chiesero soccorso al re di Costantinopoli; il quale mandò loro soldati e vittuaglie. Dal suo canto Hallīl chiese aiuti ad 'Al Qāym, che mandogli un esercito; onde egli espugnava Caltavuturo e Caltabellotta. Posto l'assedio alla ròcca di Platano, rimasevi fino allo scorcio dell'anno ventisette (prima metà di ottobre 939), e levatone il campo, andò a porlo sotto Girgenti. Ma poi se ne partì, ordinate le forze che continuassero l'assedio, sotto il comando di 'Abū Halaf 'ibn Hārūn. Durò quest'assedio fino all'anno trecenventinove, quando molti Girgentini s'erano già salvati nei paesi dei Rūm. I rimanenti chiesero l'amān e [Hallīl] dettelo a condizione ch'ei scen-