Textus Originalis

dessero dalla ròcca; ma poi li tradì. Spaventate a questo [esempio] tutte le altre ròcche si sottomessero; e Hallīl fece ritorno in Affrica, negli ultimi dell'anno ventinove (settembre 941), recando con seco i capi Girgentini in una nave. E la fece sfondare in alto mare, sì che tutti annegarono. Governò poi la Sicilia ^Attāf, 'Al 'Azdī (della tribù arabica di 'Azd); ma sopravvenuta la guerra civile di 'Abū Yazīd, [il califo] 'Al Qāym e [dopo lui il figliuolo] 'Al Mansūr ebbero da travagliarsi con quel [ribelle, senza poter attendere alle cose della Sicilia]. Spenta la ribellione [in Affrica], ^Al Mansūr diè il comando (1) della Sicilia ad 'Al Hasan 'ibn ^Alī 'ibn 'abī 'al Husayn, 'al Kalbī (della tribù arabica di Kalb), soprannominato 'Abū 'al Qāsim, il quale era stato un degli artefici della sua dinastia e dei primarii suoi condottieri: uomo di alto stato nel governo [fatimita], travagliatosi egregiamente nella repressione [della rivolta] d' 'Abū Yazīd. La cagione [che mosse 'Al Mansūr] a conferirgli l'ufizio di wālī in Sicilia fu che i Palermitani dispregiavano ^Attāf ed erano a lor volta, per la debolezza di lui, dispregiati dal nemico. Il giorno della festa di 'al fitr (2) dell'anno trecento trentacinque (25 aprile 947) il popolo della capitale tumultuò contro ^Attāf, per procaccio (3) dei Banū

Note a pie di pagina

1 (1) Nel testo è usata la stessa frase con la quale si esprime il dare il comando di un esercito; cioè « legare a », e s'intende: legare il pennone in cima alla lancia del capitano designato.

2 (2) « La rottura del digiuno » alla fine del ramadān.

3 (3) D aggiugne « principalmente », ma sbaglia sempre il casato scrivendo 'At Tayrī.