Textus Originalis

'at Tabarī, [potente casa] della città. Rifuggissi ^Attāf nel castello e mandò ad avvisare 'Al Mansūr e chiedergli rinforzi: quegli pertanto prepose alla Sicilia [il detto] 'Al Hasan 'ibn ^Alī. Il quale imbarcatosi [in Affrica] alla volta di Mazara, e gittata quivi l'ancora, non vide venir sulla nave anima viva. A notte comparvero alcuni della tribù di Kutāmah, scusando la gente [del paese del non esser venuta appo di lui, con dir ch'era stato] per timore dei Banū 'at Tābarī. Costoro dall'altro canto mandarono ad 'Al Hasan i loro maggiorenti, a' quali parve ch'ei non potesse far nulla; [perlocchè andaron via] promettendogli di ritornare. 'Al Hasan [colse il tempo] per guadagnar loro il tratto, [si messe subito in viaggio per Palermo]: entrato in città gli si fecero all'incontro lo hākim del paese e gli ufiziali dei diwān. I Banū 'at Tābarī furon costretti ad andargli anch'essi all'incontro; onde gli si appresentò il principale della famiglia, per nome 'Ismā^īl: [intanto] tutti gli avversari dei Banū 'at Tābarī vennero appo l'emiro; sì che il suo seguito crebbe di molto. 'Ismā^īl spinse allora un cagnotto [della casa] a ricorrere ad 'Al Hasan contro un suo schiavo Negro, dicendo che gli avesse sforzata la moglie. Credeva 'Ismā^īl che, ricusando 'Al Hasan di punire [così senza prove] il proprio schiavo, si sarebbero accesi contro di lui gli animi dei cittadini. Ma 'Al Hasan, odorata la magagna, chiamò a sé quell'uomo; gli fece giurar vera l'accusa e [tosto] messe a morte lo schiavo. E la gente ad esultare: si spiccavano da 'Ibn 'at Tābarī ed accostavansi all'emiro. 'Ibn 'at Tābarī [prima di ciò] avea mandati ad 'Al Mansūr il suo fratello ^Alī e Muhammad 'ibn ^Abdūn, per [tentar] di farsi levar d'addosso 'Al