Textus Originalis
tosi indi a Reggio, fondava una moschea nel bel mezzo della città, stipolando coi Rūm che non facessero alcuno impedimento [al culto] in quel tempio, e che i prigioni [musulmani] che vi cercassero asilo, fossero sicuri. Morto 'Al Mansūr e preso il regno dal suo figliuolo 'Al Mu^izz, andò 'Al Hasan a trovarlo [in Affrica], lasciando in sua vece in Sicilia il proprio figliuolo 'Ahmad. Comandatogli da 'Al Mu^izz di prendere le altre ròcche che rimanevano ai Rūm in Sicilia, ['Ahmad] portovvi la guerra; prese Taormina ed altre fortezze. l'anno cinquantuno (9 febb. 962 - 29 genn. 963). Resistendogli Rametta, ei le pose l'assedio; e poi che venner di Costantinopoli in aiuto di quella quarantamila uomini, 'Al Mu^izz, a chiesta di 'Ahmad, mandovvi rinforzo di genti e di danari, con 'Al Hasan padre di 'Ahmad. I Rūm sbarcarono nel porto di Messina; marciarono alla volta di Rametta. Aveva 'Al Hasan 'ibn ^Alī preposto all'assedio di questa città il suo nipote di fratello, 'Al Hasan 'ibn ^Ammār. I Rūm circondarono i Musulmani; la gente di Rametta fece una sortita; vennero così i Musulmani in grande pericolo; onde fecero [un ultimo] impeto sul nemico, risoluti a morire. Uccisero allora il cavallo del capitano [bizantino] Emmanuele; il quale cascò; fu morto con molti altri patrizii; e i suoi, sbaragliati, furono inseguiti dai Musulmani, che ne fecero strage e raccolsero gran copia di preda, di prigioni e di cattivi (1). Indi presero Rametta con la spada alla mano
Note a pie di pagina
1 (1) Sabī, che si dice specialmente delle donne e de' bambini. Il « prigione di guerra » si chiama propriamente 'asīr, cioè « legato con una fune, ammanettato o messo a' ceppi ».