Textus Originalis

'al 'Aglab. 'Abū 'al Hasan prese un veleno onde morì immediatamente; ma il suo cadavere fu sospeso al palo, e messi a morte i suoi due figliuoli. (L'emiro) 'Ibrahīm ('ibn 'Ahmad) dopo aver mandato ad 'Al Hadramī un [suo cagnotto] per celiare con esso e intrattenerlo, [vedendolo già sperare] gli disse: « Questa non è ora di scherzi », e lo fece flagellare a morte, al suo cospetto. Anno 287 (7 genn. - 25 dic. 900) (1). Quest'anno seguì in Sicilia una sanguinosa guerra. 'Ibrahīm 'ibn 'Ahmad (emiro dell'Affrica propria) avea mandato con un'armata il suo figliuolo 'Abū 'al ^Abbās ^Abd 'Allah a ristorare l'ordine pubblico in Sicilia. Affrettatosi questo ^Abd 'Allah ad andare in Palermo con intenzione di dare l'amān a quel popolo, gli si appresentò il cadī della città con una mano di cittadini; i quali ei ritenne prigioni, e rimandò il cadī. Inviò poscia a Palermo otto šayh musulmani d'Affrica; i quali furono imprigionati dai cittadini per rappresaglia di ciò ch'egli avea fatto ai loro šayh. Quindi i Palermitani lo assalirono; guerreggiarono [un pezzo] contro di lui; ma furon rotti; uccisone grande numero: e [una parte] delle loro navi fece naufragio. Li sbaragliati dello esercito si ricolsero in Palermo, [inseguiti da 'Abū 'al ^Abbās]; il quale li combattè sotto le porte della città e ne uccise un gran numero. Il popolo [alfine] domandò l'amān: ed 'Abū 'al ^Abbās lo concesse ed entrò in città il 20 del ramadān di quest'anno (18 sett.).

Note a pie di pagina

1 (1) Testo, p. 125.