Textus Originalis
fu, ragguagliò [di tutto] il fratello; e questi giurò che non l'avrebbe mai resa. Seguinne guerra civile: 'Ibn 'at Timnah levò genti; fu sconfitto da 'Ibn 'al Hawwās, e chiamò in aiuto i Rūm. Al quale effetto egli passò in Mileto, dov'era con sette suoi fratelli e con una comitiva di Franchi, il conte Ruggiero figliuol di Tancredi e discendente dall'eletta dei re Franchi (1). 'Ibn 'at Tinanah lor promise la possessione della Sicilia. Ruggiero, venuto nell'isola con settecento [uomini] si rivolse a Castrogiovanni; occupò tutti i casali (2) pei quali passò la sua gente; ed uscitogli all'incontro 'Ibn Hawwās, lo ruppe; sì che tornossene al castello. Partiti di là [i Franchi], presero molti luoghi della Sicilia; la cui popolazione [musulmana] si assottigliò tra morte ed emigrazione. Rifuggissi nell'Affrica [propria] ^Umar 'ibn Halaf 'ibn Makkī; il quale stanziò in Tunis e ne fu fatto cadī. I Rūm non cessarono di estendere il dominio nell'isola, finché rimasero in quella [ai Musulmani] i soli fortalizii; ed 'Ibn 'al Hawwās uscì per accordo, l'anno quattrocensessantaquattro (29 sett. 1071 - 16 sett. 1072) con la famiglia e con l'avere. Ruggiero regnò sopra tutta
Note a pie di pagina
1 (1) Si vegga la nota che ho messa ad un luogo di Edrisi, nel nostro Cap. VII, pag. 56 del 1° vol., nota 2. In D si legge: « il conte Wagāz 'ibn Y.nq.r 'ibn ^.b.rah », che torna alla lezione degli altri esemplari storpiata peggio.
2 (2) Il testo ha manāzil, plurale di manzil « luogo dove si smonta di cavallo », e però « stazione ». Così chiamavan in arabico i villaggi di Sicilia, ai quali le traduzioni latine del XII secolo danno la denominazione di casalia. Indi i moltissimi nomi di comuni e latifondi di Sicilia principiano con le sillabe: Misil, Men zil, Mezzo.