Textus Originalis

fratello di Muhammad (1), per nome Mudāfi^ 'ibn Rašīd 'ibn Kāmil. Quando poi ^Abd 'al Mūmin insignorissi di 'Al Mahdīah, ecc. § 13. Della sollevazione d'Ibn Matrūh in Tripoli (di Barbaria), e di 'Al Furriānī in Sfax, e com'essi, cacciati i Cristiani, divennero padroni di quei due paesi, negli ultimi tempi della dinastia dei Banū Bādīs (2). Ruggiero principe della Sicilia, che Dio lo maledica, s'era insignorito di Tripoli, l'anno cinquecenquaranta (24 giugno 1145 - 12 giugno 1146), per man del suo capitano Giorgio figliuol di Michele, l'Antiocheno, e avea lasciati nel paese i Musulmani, ponendo sopra di loro un suo governatore. Così vissero per qualche tempo sotto il dominio dei Cristiani. Poscia 'Abū Yahyà 'ibn Matrūh, ch'era degli ottimati del paese, tramò con gli altri principali ed ottimati di dar addosso improvvisamente ai Cristiani. Ragunatisi a questo effetto, sollevaronsi e li bruciarono (3). Ma arrivato ^Abd 'al Mūmin ad 'Al Mahdīah ed espugnatala, l'anno cinquecentocinquantacinque (12 genn. - 30 dic. 1160), 'Abū Yahyà 'ibn Matrūh presentossi a lui, insieme coi principali della città di Tripoli, ed ei li accolse umanamente ed a grande onore; prepose alla città il medesimo 'Ibn Matrūh, e rimandolli a casa loro, ecc. Quando i Cristiani occuparono 'Al Mahdīah

Note a pie di pagina

1 (1) Si confronti co' luoghi citati nella nota precedente, secondo i quali Cabes era governata da Muhammad stesso, quando ^Abd 'al Mūmin passò nell'Affrica propria.

2 (2) S, I, pag. 216, versione II, 37; D, VI, p. 168.

3 (3) Il testo, quasi per togliere ogni dubbio, dice: « li arsero col fuoco ». Di certo si riferisce a' cadaveri; poiché i Musulmani non soleano arrostire i vivi.