Textus Originalis

§ 14. Dal capitolo su la dinastia dei Banū Hammād (1). Insignoritisi di Bugia gli Almohadi, Yahyà ('ibn al ^Azīz) navigò in Sicilia, col proponimento [di imbarcarsi per l'Oriente e di continuare] il viaggio infino a Bagdād; ma poi pensò di andare a Bona, dove trovato il suo fratello 'Al Hārit, biasimoUo (2), d'avere mal fatto e d'essersi allontanato dal paese. Indi cavalcò verso Costantina; dove stanziò appo l' [altro] fratello per nome 'Al Hasan, il quale gli cedette il governo. Intanto gli Almohadi, presa 'Al Qal^ah (3) con la spada alla mano, uccisero Gulšān 'ibn 'al ^Azīz ed 'Ibn 'ad Dahhās [della tribù arabica] di 'Atbag, e fu distrutta la ròcca. L'anno poi quarantasette (8 aprile 1152 - 28 marzo 1153) Yahyà, prestato giuramento di fedeltà ad ^Abd 'al Mūmin, uscì di Costantina, a patti che gli furono osservati da ^Abd 'al Mūmin. Questi mandollo a Marocco; dov'egli dimorò [qualche tempo]; quindi si trasferì l'anno cinquantotto (10 dic. 1162-29 nov. 1163) a Salā (Salè), dove abitò il castello dei Banū ^Ašarah e vi morì l'anno stesso. 'Al Hārit 'ibn 'al ^Azīz, principe di Bona [del quale testé si è detto] fuggito in Sicilia, chiese protezione a quel principe, ed aiutato da esso ritornò a Bona e la tenne; finché gli Almohadi non gliela tolsero e nol messer a morte. Così cadde la dinastia dei Banū Hammād, ecc.

Note a pie di pagina

1 (1) S, I, 231, versione II, 58; D, VI, 177.

2 (2) Secondo la costruzione del periodo il biasimato sarebbe Hārit.

3 (3) « La ròcca », come si addimandava la capitale dei Banū Hammād, posta ad una giornata di cammino al N. E. di Msīlah.