Textus Originalis

Stipulata e compiuta la pace [tra gli Stati di Tunis e di Bugia] Ra^s 'ad dawlah (il capo della dinastia) 'Abū Yahyà Zakarīā 'al Lahyānī pensò meglio alle sue proprie cose ed aguzzò l'ingegno a liberarsi d'ogni impaccio. Sperando che ritornasse [presto] in 'Al Mahdīah la carovana degli emiri d'Egitto andati in Ponente appo (il sultano merinita) Yūsuf 'ibn Ya^qūb, egli si proponea di accompagnarsi a loro per compiere il precetto [del pellegrinaggio alla Mecca]; ma vedendo ch'e' tardavano, deliberossi a partir pure [da Tunis], sotto specie di far guerra nell'isola delle Gerbe, per ritoglierla a' Cristiani, e poi, ritornando per la via del Bilād 'al Garīd, dar assetto a questa [provincia]. Egli comunicò la parte apparente del suo disegno al sultano [hafsita 'Abū 'al Baqā]; il quale assentì e diegli le truppe, con le quali 'Abū Yahyà mosse di Tunisi nel mese di gumādā del settecento sei (8 nov. a 7 dic. 1306), per andare a oste nell'isola delle Gerbe. Affrettando sempre il cammino, egli arrivò allo Stretto [che la divide dalla terraferma affricana] e passò nell'isola. I Cristiani quando la occuparono l'anno seicentottantotto (1) (1289) vi aveano fabbricata, per sicurezza del presidio, una fortezza, alla quale avean dato il nome di 'Al Qaštīl (il castello). Lo šayh 'Abū Yahyà, messo il campo sotto il castello, mandò i suoi ^āmil a levare i tributi [per l'isola]. Stette due mesi all'assedio; ma scarseggiando le vittuaglie e vedendosi che la fortezza non si potesse prendere se non che col blocco, 'Abū Yahyà ritornò in Cabes, donde cavalcò verso il Bilād 'al Garīd.

Note a pie di pagina

1 (1) Correggasi 683 = 1284, come sopra, § 16, pag. 213 di questo vol.