Textus Originalis

Smontato a Tūzar (Touzer) si offerì al suo servigio 'Ahmad 'ibn Muhammad 'ibn Yamlūl, uno degli šayh del paese; e così, compiuta la riscossione nel Garīd, 'Abū Yahyà ritornò a Cabes; dove diegli ospitalità nella propria casa ^Abd 'al Mālik 'ibn ^Utmān 'ibn Makkī. Palesò allora 'Abū Yahyà l'occulto disegno del pellegrinaggio; rimandò le truppe alla capitale; e fu scambiato nella capitaneria degli Almohadi e nel maneggio del governo da 'Abū Ya^qūb 'ibn Yazdūtān. Egli intanto, per fuggir l'aria malsana di Cabes, si tramutò in uno dei monti vicini, ed ancorché ammalato si apparecchiò sempre al viaggio dello Hagāz. Guarito ch'egli fu, pertossi a Tripoli; dove dimorò un anno e mezzo, finché venne dall'estremo Magrib (oggi stato di Marocco) la carovana dei Turchi [che doveano ritornare in Egitto, come sopra si è detto]: e fu allo scorcio dell'anno (settecento) otto (maggio e giugno 1309). Andato in pellegrinaggio con quella carovana e compiuto così il precetto [religioso] egli fece ritorno, e fu esaltato al seggio de' califi, siccome per noi si racconterà. Ma dopo la partenza delle truppe [musulmane] dalle Gerbe, arrivati l'anno (settecento) otto (21 giugno 1308 - 10 giugno 1309) de' rinforzi al [presidio] cristiano di quel castello, con Federigo, figliuolo del tiranno di Sicilia, gli abitatori dell'isola lor dettero battaglia, i Nakkariti, cioè, condotti da 'Abū ^Abd 'Allah 'ibn ^al Hasan, uno degli šayh Almohadi, e gli altri Gerbini sotto il loro capo 'Ibn 'Umgār. Iddio lor concesse la vittoria sopra i Cristiani. Fin dalla caduta della dinastia [zirita della tribù] di Sinhāgah quest'isola era stata sempre travagliata dal nemico [della Fede], e sovente s'era accesa la guerra civile tra gli abitatori di