Textus Originalis

alla mano, ed ucciso e appiccato al palo 'Ibn Kaldīn (1), capitano dell'isola. La ridusse all'ubbidienza [il califo fatimita] 'Ismā^īl [soprannominato] 'Al Mansūr e messe a morte i seguaci di 'Abū Yazīd. Quando gli Arabi [venuti d'oltre il Nilo] occuparono le campagne dello Stato [dei principi zīriti della tribù] di Sinhāgah e quel paese restò in lor mani, gli abitatori delle Gerbe si dettero a costruire navi ed a corseggiare su le costiere. L'anno cinquecentonove (27 maggio 1115-15 maggio 1116) ^Alī 'ibn Yahyà 'ibn Tamīm 'ibn 'al Mu^izz 'ibn Bādīs mandò l'armata in quest'isola e costrinse gli abitatori a sottometterglisi e a dar guarantigie che, smessa la pirateria, vivrebbero pacificamente. L'anno cinquecenventinove (22 ottobre 1134 - 10 ottobre 1135) i Cristiani la presero insieme con le costiere dell'Affrica [propria]: il quarantotto (29 marzo 1153 - 17 marzo 1154) gli abitatori, sollevatisi, cacciarono il nemico e questo rioccupò l'isola; menò in cattività le donne e i bambini, fece lavorare per sé (2) la plebe e gli agricoltori. Ritornò poscia l'isola ai Musulmani e fu occupata a volta a volta da loro e dai Cristiani, finché non se ne insignorirono gli Almohadi, nel regno di ^Abd 'al Mūmin. E così andò bene il paese finché gli Hafsiti [di Tunis] non si chiarirono principi independenti dell'Affrica [propria]. Perocché, scissa dopo qualche tempo la dinastia degli Hafsiti, e impadronitosi

Note a pie di pagina

1 (1) A, K.l.d.b.n; D, K.ldūs.

2 (2) Si confronti 'Ibn 'abī Dīnār qui appresso, pag. 537 del testo arabico.