Textus Originalis

L'isola delle Gerbe, che giace tra Cabes e Tripoli [di Barbaria] facea parte dell'Affrica [propria]. I suoi abitatori [discendenti di varie] tribù berbere si chiarirono independenti, allorché, venuti nell'Affrica [propria] gli Arabi delle tribù di Hilāl, fecero a brani il reame [degli Zīriti, casa della tribù di] Sinhāgah. In quel medesimo tempo crebbe la possanza del reame dei Franchi [che abbraccia] Roma e i paesi confinanti dalla parte di settentrione: onde que' monarchi ambirono d'insignorirsi de' paesi Musulmani. Così il re Barduwīl (Baldovino), seguito da' grandi feudatarii (1) e da' conti di quella nazione, mosse contro la Siria e impadronissi delle città e fortezze di Aqsa, come abbiam noi raccontato nel principio [di questo capitolo]. Si noverava tra i loro re il conte Ruggiero, figliuolo di Tancredi, discendente dall'eletta dei re Franchi (2), il quale avea posta la sua sede nella città di Mileto, dirimpetto all'isola di Sicilia. Indebolita la possanza di que' Musulmani e cascata la dinastia kalbita dei Banū 'al Hasan che aveano regnato nell'isola, questo Ruggiero aspirò a farsene padrone, stigando l'un contro l'altro gli usurpatori di quella. Tragettovvi dunque Ruggiero con l'armata gli eserciti suoi per alimentare le discordie di quei [Musulmani]. Infine egli lor tolse l'isola, occupati l'un dopo l'altro i fortalizii; de' quali caddero ultimi Trapani e Mazara, ch'egli prese ad un dei ribelli

Note a pie di pagina

1 (1) Il testo ha qui il plurale di za^īm. Il vocabolo « conti » che segue, è trascritto in arabo.

2 (2) Si vegga la mia avvertenza ad un luogo poco dissimile di Edrisi, Bibl., testo, p. 26, e versione, p. 56 del 1° vol., nota 2, e ad uno analogo d' 'Ibn ^aldūn medesimo qui sopra, p. 485 del testo e p. 202 di questo II volume.