Textus Originalis

cinquecento ed ottantuno (4 aprile 1185 - 23 marzo 1186), egli che ritornava per l'appunto dalla guerra [di Spagna], commesse l'impresa contro 'Ibn Gāniah al Sīd (1) 'Abū Zayd, figliuolo del suo zio il Sīd 'Abū Hafs e diè il comando dell'armata a Muhammad 'ibn 'abī 'Ishāq 'ibn Gāmi^, sotto gli ordini del quale egli pose 'Abū Muhammad 'ibn ^Atūs e Ahmad 'as Siqillī (il Siciliano) ecc. (2). E il qāyd 'Ahmad 'as Siqillī, andato con l'armata a Bugia, se ne impadronì ecc. (3). La nuova che ^Alī 'ibn 'az Zubartīr si era impadronito di Maiorca, giunse ad ^Alī 'ibn Gāniah in Tripoli, dov'ei si trovava; ond'egli mandò in Sicilia il suo fratello ^Abd 'Allah; il quale, imbarcatosi da quell'isola per Maiorca, scese in un villaggio dove tramò di occupare il paese ed in fatti se ne insignorì (4).

Note a pie di pagina

1 (1) In arabico significa « signore »; il qual titolo fu preso dai figliuoli dei califi Almohadi, ed è quel medesimo sì noto nella poesia spagnuola e francese sotto la forma di Cid.

2 (2) S, I, 250 e D, VI, 191, lin. 10, dopo le parole « ritornava dalla guerra », hanno: « e spedì le truppe per terra sotto il s ī d 'Abū Zayd 'ibn 'abī Hafs 'ibn ^Abd 'al Mūmin, investendolo del comando del Magrib centrale (oggi Algeria), e mandò l'armata di mare, della quale era capitano 'Ahmad 'as Siqillī; investendo [del supremo comando] di essa 'Abū Muhammad 'ibn 'Ibrahīm 'ibn Gāmi^ ». Si confronti la versione del baron De Slane, Berbères, II, 90.

3 (3) S, I, p. 326.

4 (4) S, I, 254, lin. 20; D, VI, 194, lin. 8, dopo aver narrato che ^Alī 'ibn Gāniah, imbarcatosi in Maiorca per l'impresa di Bugia, avea lasciati prigioni il fratello Muhammad e ^Alī 'ibn 'az Zubartīr; che costoro si erano liberati, e che Muhammad,