Textus Originalis

menti, considerando] che il paese era forte e che or vi si trovava chi sapea guardarlo e difenderlo: [oltreché] 'Al 'Ašraf gli mandò un messaggio a rabbonirlo [e dirgli] non essere venuto a Damasco con altro [intendimento] che di obbedirgli, di cooperare ai suoi disegni e di mettersi d'accordo con lui per difendere quei paesi contro i Franchi. 'Al Kāmil gli rispose nel tenore che segue: « Io non « son venuto in questi paesi se non che per cagione « dei Franchi, ai quali qui non avvi chi possa im« pedire di far quello che lor piace. Essi hanno già « ristorata, senza contrasto, Sidone e parte di Ce« sarea. Or tu sai che il nostro zio, il sultan Sala« dino, conquistò Gerusalemme; onde tornò alla nostra « gente tanta gloria che arriverà alla consumazione « dei tempi e alla fine dei giorni. Se i Franchi pren« dessero Gerusalemme, ne ricadrebbe sopra di noi « tanta infamia e vergogna da cancellare la bella ri« nomanza di cui fece tesoro il nostro zio. Con che « fronte guarderemmo noi gli uomini e il Sommo « Iddio? [Rifletti] inoltre che i Franchi, non con« tenti agli acquisti che han fatto, voglion passare « ad altri. Ma poiché tu sei venuto, io ritornerò in « Egitto e tu rimarrai a difendere questi paesi. Non « si dirà mai di me, ch'io abbia combattuto il mio « fratello, né strettolo di assedio. Iddio me ne « guardi! ». Indi ei si ritrasse da Nābulus verso [i confini dell'] Egitto, e si attendò a Tall 'al ^ugūl (« il Colle de' vitelli »). Allora 'Al 'Ašraf e tutti quanti i Musulmani di Siria furono colti di timore, comprendendo che se 'Al Kāmil fosse ritornato [in Egitto] i Franchi si sarebbero impadroniti di Geru-