Textus Originalis
scrisse in segreto. Le lettere ostensibili diceano [al fratello]: « Io sono il tuo schiavo; né ho mai « smesso di amarti, né di obbedirti. Può darsi mai « che tu muovi contro di me e vieni a combattermi, « quando io voglio esser sempre il primo ad aiutarti, « e non avvi tra i principi di Siria, né tra que' di Le- « vante, chi sia più di me bramoso di servirti? ». 'Al Kāmil mostrò ai suoi emiri questa lettera soltanto: ma da 'Al ^Abbāsah [dov'egli era, la quale giace] sul confine dell'Egitto con la Siria, ritornò alla Qal^at 'al Gabal (« La fortezza del monte », fabbricata al Cairo da Saladino) e imprigionò molti emiri e schiavi del suo padre, sospetti d'aver tenuta corrispondenza con 'Al Mu^azzam; tra i quali fu un Fahr 'ad dīn... 'al Gaysī, e un Fahr 'ad dīn... 'al Fayyūmī (1). Questo medesimo anno arrivò un ambasciatore del re dei Franchi, con sontuosi presenti e rarissimi doni destinati ad 'Al Mālik 'al Kāmil. [Tra gli altri doni] eran parecchi cavalli, e tra questi il destriero che [solea montare] il re: ed avea le staffe d'oro, intarsiate di preziose gemme. 'Al Kāmil provvide largamente alle spese dell'ambasciatore nel viaggio da Alessandria al Cairo; gli andò incontro egli stesso non lungi dalla capitale; gli fece grandissimo onore; albergoUo nella casa del vizir Safī 'ad dīn 'ibn Šakir; e pensò di inviare [dal suo canto] al re dei Franchi splendidi presenti, tra i quali [si ammirava] roba dell'India, del Yaman, dell' ^Irāq, di Siria, d'Egitto e di Persia: e valeano a tanti doppi di quelli che gli avea mandati l'imperatore.
Note a pie di pagina
1 (1) Ripiglia il testo stampato.