Textus Originalis

cipio del nostro libro. Verrà appresso, a Dio piacendo, il resto delle notizie che lo risguardano. Riferisce 'Ibn 'as Šabbāt che 'Ubayd 'Allah, l'anno centoventidue (7 dicembre 739 - 25 novembre 740) mandò, con un'armata, Habīb 'ibn ^Ubayd 'Allah a far guerra in Sicilia; il quale prese in quell'isola tanta [roba] che simile [preda] non s'era mai vista. Sbarcato a Siracusa, massima città dei [Cristiani] in Sicilia, venne alle mani coi cittadini, ed arrivò a percuotere con la spada la porta della città, sì che lasciovvi la tacca. Spaventati di lui, i Cristiani si sottomessero a pagar la giziah; ed ei la riscosse, e ritornò sano e salvo appo ^Ubayd 'Allah 'ibn 'al Habhāb. Anno 212 (2 apr. 827 - 21 marzo 828). (1) Sotto il regno di questo (emir aglabita Ziādat 'Allah) andò in Sicilia, con un esercito d'intorno a diecimila uomini, 'Asad 'ibn 'al Furāt, suo cadī in 'Al Qayrawān. Il quale, salpando da Susa, arrivò in Sicilia, dove scontrossi con Balātah, principe dell'isola, che capitanava, come si dice, cencinquantamila uomini. Iddio sbaragliò gli Infedeli; e i Musulmani fecero preda delle loro ricchezze, dissiparono le loro forze ed occuparono parecchi luoghi dell'isola. Morto 'Asad 'ibn 'al Furāt all'assedio di Siracusa, nel mese di rabī^ secondo del dugentotredici (19 giugno a 17 luglio 828), egli fu quivi sepolto. I Musulmani stanziarono nell'isola e vi posero colonie per quel tempo che piacque a Dio. Si avvicendarono

Note a pie di pagina

1 (1) A, fog. 20 verso; T, pag. 47.