Textus Originalis
« O padrone, io non vidi mai magnificenza come questa qui!». ^Ubayd 'Allah rispose: « È parte della preda fatta ad Oria ». E il cortigiano a lui: « Oh sì ch'è fedel [servitore] chi riporta tanti [tesori]», volendo far lode a Ga^far (figliuolo del) ciambellano. Ma ^Ubayd 'Allah di botto gli replicò: « Per Dio! del camelo non me n'ha recati che gli orecchi ». Anno 315 (8 marzo 927 - 24 febb. 928) (1). Quest'anno Sābir (2) il paggio andò (d'Affrica in Sicilia) per osteggiare il paese dei Rūm con quarantaquattro navi. La quale scorreria riuscì bene, poiché Sābir fece prigioni ed uccise [dei nemici]. Anno 316 (25 febb. 928 - 13 febb. 929) (3). Quest'anno Sābir passò dalla Sicilia nei paesi dei Rūm, dove espugnò un luogo che s'addimanda 'Al Gīrān (Le Grotte), e la Qal^at 'al Hašab (La ròcca di legname), e raccolse quanta [roba] trovò in questi due luoghi. Passò quindi a Salerno (4), i cui cittadini fecero l'accordo per danaro e dibāg (stoffe di seta). Indi si rivolse a Napoli (5), i cui cittadini similmente fecero l'accordo con danaro e tele (6); indi egli ritornò in Sicilia.
Note a pie di pagina
1 (1) Testo, p. 198, nel solo B.
2 (2) Il codice dà indistinte le ultime due lettere. Cf. Bibl., Capitoli XXVII e XXX, pag. 170, 197 del testo e 283, 326 della versione, vol. I, e St. de' Mus., II, 179, nota 1, dove Sāin, si corregga Sābir.
3 (3) Testo, p. 199, nel solo B.
4 (4) Il testo ha S.līr.
5 (5) Il testo trasponendo i punti diacritici, ha Bābil.
6 (6) Tiāb. Su questi pregiatissimi tessuti si vegga 'Ibn Hawqal, nella Bibl., testo, Cap. IV, p. 10 del testo e 25 della versione, vol. I.